Agricoltura infiltrata dalla mala: serve più coraggio

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‘Abbiamo voluto mettere al centro dell’Assemblea di Fedagri il tema della legalità nell’agroalimentare, perché riteniamo non basti l’azione delle istituzioni e delle forze dell’ordine a contrastare fenomeni quali la concorrenza sleale, il lavoro nero e la contraffazione, ma è necessario che ognuno di noi prenda coscienza che per ridurre sensibilmente gli spazi della criminalità organizzata, occorre una costante e capillare azione di denuncia’. Lo ha dichiarato il presidente di Fedagri Giorgio Mercuri introducendo il focus ‘A tavola con la legalità’ che si è svolto il 10 aprile a Roma.

‘Ogni cittadino – ha proseguito Mercuri – deve sentirsi responsabile rispetto all’illegalità crescente. Il mondo cooperativo di Fedagri combatte ogni giorno queste forme di illegalità attraverso i propri dirigenti e dimostrando come è possibile fare impresa e stare sul mercato rispettando le regole’.

Alla tavola rotonda ha partecipato anche il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina che ha ricordato come in alcuni territori sia proprio la mancanza di risposte da parte delle istituzioni e la carenza di un rapporto tra queste e le imprese ad aprire la porta alle infiltrazioni mafiose e all’illegalità. È ora necessario una dialogo aperto e un cambiamento nel rapporto tra mondo agricolo e istituzioni. Michele Prestipino Giarritta, procuratore aggiunto della Repubblica del Tribunale di Roma, ha approfondito il tema di come la criminalità si sia inserita nelle imprese operanti nel settore agricolo, del commercio e della ristorazione.

Davide Pati, responsabile dei beni confiscati dell’associazione Libera, ha tracciato il lavoro fatto negli ultimi anni da Libera attraverso la creazione di cooperative che utilizzano i terreni confiscati alla mafia. La cooperativa romana Coraggio presente all’iniziativa, ha testimoniato con la sua storia come i giovani possano concretamente trovare forme di impiego mettendo a frutto in maniera responsabile i terreni demaniali liberi.

Il responsabile del Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari comandante Maurizio Delli Santi ha presentato un resoconto dell’attività, che ha visto il numero dei sequestri delle etichette contraffatte passare da 600 mila nel 2012 a 3 milioni nel 2013, incremento dovuto ad un’azione più mirata e coordinata dei Carabinieri con il Ministero delle politiche agricole che ha portato buoni risultati nella difesa del vero prodotto Made in Italy anche grazie alla protezione ex officio riconosciuta dal regolamento 1169/2011. ‘Per completare la protezione dei nostri prodotti è necessaria ora una maggiore sensibilizzazione delle agenzie internazionali’, ha concluso Delli Santi.

 

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