Le proposte per il Fondo europeo per la competitività (ECF) e per il prossimo Horizon Europe 2028-2034 non offrono ancora un quadro credibile di investimenti a sostegno della trasformazione sostenibile dei sistemi alimentari. A lanciare l’allarme è TP Organics, la Piattaforma tecnologica europea per la ricerca e l’innovazione nel biologico e nell’agroecologia.
Secondo la piattaforma, mentre l’Unione europea rafforza la propria agenda su competitività, resilienza e autonomia strategica, agricoltura e alimentazione – e in particolare il biologico – rischiano di essere penalizzati nell’architettura del prossimo Quadro finanziario pluriennale, schiacciati da priorità industriali e tecnologiche.
Da qui la richiesta di mantenere Horizon Europe come programma autonomo, con il riconoscimento esplicito di agricoltura e sistemi alimentari tra i settori prioritari della transizione verde.
In parallelo, TP Organics invita Parlamento europeo e Stati membri a garantire che almeno il 30% dei 40 miliardi di euro previsti complessivamente per Horizon Europe ed ECF (Policy Window 2) sia destinato ad agricoltura, sistemi alimentari e sviluppo rurale.
La piattaforma chiede inoltre un sostegno mirato alla ricerca e innovazione nel biologico e nell’agroecologia, in linea con la comunicazione della Commissione “Organic rulebook fit for the future”, mantenendo l’obiettivo di destinare un terzo del budget R&I per agricoltura e alimentazione al biologico, come già previsto dall’attuale Piano d’azione UE per il bio.
Il biologico, sottolinea TP Organics, copre l’11% della superficie agricola dell’Unione europea e ha generato oltre 45 miliardi di euro di vendite al dettaglio nel 2023, dimostrando che mercato e sostenibilità possono procedere insieme. Gli investimenti in R&I nel settore generano ricadute positive anche per il resto dell’agricoltura, sostenendo PMI, occupazione rurale e riducendo la dipendenza da input importati.
Senza un Horizon Europe solido e una finestra agroalimentare adeguatamente finanziata all’interno del Fondo europeo per la competitività, l’UE rischia di non riuscire a tradurre le proprie ambizioni di sostenibilità in un vantaggio competitivo duraturo.











