Zucchero bio. Pinin Pero nel 2021 raggiunti i 25 milioni di euro

Cristina Pero

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Un packaging sempre più sostenibile, monomateriale e che riduce il quantitativo di plastica presente nei nostri imballi. L’aggiunta di altri 200 kW di fotovoltaico. Una gamma di “Zuccheri Integrali” per far scoprire al consumatore zuccheri “alternativi” e biologici, come lo zucchero di cocco biologico e al Paneçao. E un futuro che si prospetta ricco di quote rosa. Figli di Pinin Pero & C. SPA è una realtà commerciale che nasce nel lontano 1890 “quando il mio trisnonno ha aperto un negozio di alimentari e casalinghi nei pressi della stazione ferroviaria di Nizza Monferrato”.

A raccontarci l’azienda Pinin Pero è Cristina Pero, Responsabile Qualità. L’attività, nel corso degli anni, prospera fino ad arrivare agli anni ’70. Nel 1976 , “si è optato per la specializzazione nel settore dello zucchero”, e così si dà avvio all’attività di confezionamento di zucchero in vari formati. “Oggi vantiamo 2 plant di confezionamento situati a Nizza Monferrato e a Basaluzzo ai quali si somma anche un sito dedicato allo stoccaggio di materia prima situato nel comune di Calamandrana”, ci ha spiegato Cristina Pero.

– Perché la scelta di specializzarsi anche nel biologico?
“La nostra realtà è stata tra le prime in Italia a importare zucchero grezzo di canna direttamente dai Paesi di origine. L’evoluzione dei consumi, così come anche le esigenze del consumatore in termini di alimentazione ci hanno spinti ad esplorare anche il settore del biologico, che si è consolidato nel corso di questi ultimi anni. Per noi il biologico è un prodotto molto importante che ha contribuito a chiudere il 2021 con un fatturato totale di 25 milioni di euro”.

– Cosa ricomprende il vostro catalogo commerciale biologico?
“La nostra gamma di prodotti biologici comprende confezioni retail che spaziano dal classico zucchero grezzo bio ad altri prodotti più di nicchia come lo zucchero di cocco e il Paneçao.  Senza tralasciare lo zucchero biologico in bustine destinato al canale Ho.re.ca , i sacchi e Big Bag rispettivamente da 25 kg e 1000 kg con i quali serviamo invece la nostra clientela industriale”.


– Quali sono i principali risultati che avete raggiunto in questi anni, in ambito biologico?
“Grazie al lancio della nostra gamma di Zuccheri Integrali abbiamo fatto scoprire al consumatore degli zuccheri alternativi e biologici che oggi sono molto apprezzati. Mi riferisco, nel caso specifico, allo zucchero di cocco biologico e al Paneçao. Il primo è estratto dalla linfa dei fiori della palma, è caratterizzato da un aroma mielato e ha un indice glicemico inferiore rispetto al classico saccarosio. Il Paneçao, di provenienza delle aree subtropicali, ha invece un colore più dorato e dona una morbidezza e un profumo unici ai dolci in cui viene utilizzato, oltre ad essere fonte di ferro e potassio”.

– Quali sono i vostri canali di vendita?
“Siamo presenti sia in modo diretto che indiretto nei nostri  4 settori di punta: la GDO dove offriamo un assortimento di zuccheri completo e innovativo sia a nostro marchio che con private label; l’Ho.re.ca con le bustine di zucchero bianco, di canna e dolcificanti vari; il vending vale a dire il mondo della distribuzione automatica; e, non da ultimo, il mondo dell’industria dolciaria dove siamo presenti soprattutto con zucchero a velo e granella prodotti nel nostro stabilimento di Nizza Monferrato”.

– Come vedete gli sviluppi del mercato del Bio più in generale?
“Stiamo notando una crescente attenzione dei consumatori nei confronti di tutto ciò che è Bio e del suo percepito. Ci aspettiamo per questo motivo un continuo incremento di questo mercato in termini di volumi e fatturato”.

– Prevedete novità?
“Al momento, più che sull’innovazione di prodotto, ci siamo concentrando sul packaging che sta diventando sempre più sostenibile. Stiamo progressivamente riducendo il quantitativo di plastica presente nei nostri imballi e cercando di utilizzare, laddove possibile, dei monomateriali che permettano al consumatore finale di fare una raccolta differenziata di qualità. A livello di sostenibilità altre importanti novità arriveranno entro la fine del 2022 con l’aggiunta di altri 200 kW di fotovoltaico che si sommano ai 50 kW installati ormai 16 anni fa”.

– Si prospetta un futuro “tutto al femminile” per l’azienda?
“Quello che sicuramente continueremo a fare, nel futuro, sarà essere vicini al mercato per comprenderne bisogni ed evoluzioni e restando sempre al passo con le esigenze dei nostri clienti. Internamente, invece, possiamo dire che il futuro si prospetta ricco di quote rosa: la nostra azienda è giunta ormai alla quinta generazione che oltre a me, include le mie cugine Maria Beatrice e Francesca che si occupano rispettivamente di acquisti e produzione. Ci diamo man forte a vicenda per farci strada in un mondo che è sempre stato di appannaggio maschile!”

Stefania Tessari

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