Verso il Biodistretto dell’Appennino

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Un giro di assemblee pubbliche per condividere obiettivi, progetti e statuto, oltre che per raccogliere adesioni nella società civile. Il Comitato promotore del Distretto Biologico dell’Appennino bolognese è impegnato in questi giorni in un tour che coinvolgerà vari centri, oltre a Bologna.

Il Comitato promotore del Biodistretto ha scelto lo strumento della Fondazione per mantenere la rappresentatività di ruoli anche molto diversi tra loro, perché il Biodistretto non dev’essere formato solo da produttori agricoli biologici ma si estende a tutta la società civile potenzialmente interessata a un modello di agricoltura che tutela e sviluppa i territori montani. Tra i potenziali soci ci sono infatti imprese agricole e allevatori bio o in via di conversione, attività di ristorazione, di commercio, di produzione e trasformazione dei prodotti, ma anche gli artigiani, le istituzioni e l’ampio mondo delle associazioni legate allo sviluppo del territorio.

“Nello Statuto si sottolinea che tra gli obiettivi principali della Fondazione ci sono il lavoro pulito e la prosperità delle aree montane, per riportare gli agricoltori in montagna con un’opera di ri-contadinizzazione dei territori – ha spiegato Lucio Cavazzoni, presidente del Comitato promotore del Biodistretto –. Vogliamo costruire progetti innovativi, che possano interessare anche il mondo giovanile e diventare poi un modello replicabile in tutti gli Appennini d’Italia”.

“Il Comune di Bologna supporta questa iniziativa importante di valorizzazione dell’Appennino e a supporto della food policy della città, stiamo lavorando per l’adesione formale – ha aggiunto Daniele Ara, assessore con delega all’Agricoltura di Bologna –. Il distretto di Bologna sarà contiguo a quello di Firenze che, oltre al territorio dell’appennino fiorentino, coinvolge anche il capoluogo”.

Per il momento i soci attuali sono una ventina di imprese produttrici, tra le tante cose di vino, grano, latte e miele, distribuite su di un territorio molto vasto che va da Lizzano a Castel del Rio. Ma anche la città e la sua società civile dev’essere coinvolta nel progetto, ed è per questo che martedì 3 maggio il tour di assemblee ha fatto tappa a Bologna e all’evento è stato presente anche l’assessore Ara. Passaggio fondamentale della costituzione di un Biodistretto è infatti avviare un sano processo di osmosi tra il centro urbano e la campagna, fonte di cibo, natura e benessere.

Il Comitato promotore del Distretto Biologico dell’Appennino bolognese è stato costituito nel settembre 2020. Il modello dei distretti biologici punta a sviluppare un’agricoltura avanzata nei territori montani, ricchi di biodiversità e vocati a produzioni di qualità. Un tesoro fatto di piccole e medie imprese tradizionalmente portate a un’agricoltura sostenibile: uno studio di fattibilità ha evidenziato infatti che già oggi il 33% delle superfici agricole è coltivato con tecniche biologiche certificate, mentre in alcuni comuni la percentuale raggiunge addirittura il 75%. Il biodistretto ha l’obiettivo di valorizzare le specificità locali riportando in montagna la lavorazione e la trasformazione dei cibi prodotti sul territorio, contribuendo così a creare un’economia, e anche una cultura, di comunità. Lasciando il valore sul territorio e favorendo la nascita di piccole realtà di trasformazione.

Fonte: Ufficio stampa Comune di Bologna

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