Un toscano ai vertici di Terranostra

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Un toscano ai vertici di Terranostra. Simone Ferri Graziani, imprenditore agricolo biologico e attuale presidente di Coldiretti Livorno, è stato nominato vice presidente nazionale dell’associazione degli agriturismi che aderiscono a Terranostra di Coldiretti (info su www.toscana.coldiretti.it). Dopo quattro anni di esperienza in giunta nazionale l’imprenditore è stato chiamato a portare la propria esperienza e concretezza in uno dei settori del mondo agricolo più importanti per il sistema turistico del paese (oltre 20mila aziende autorizzate).

‘E’ un grande onore – ha commentato Simone Ferri Graziani, per metà livornese e per l’altra metà fiorentino – e una grande responsabilità rappresentare la Toscana, la regione degli agriturismi per eccellenza (oltre 4000 strutture) all’interno della più importante associazione di settore. Quale sarà il mio contributo? Quello di lavorare per rafforzare il legame tra l’attività agricola e l’attività agrituristico-ricettiva che è un segno distintivo ed irriproducibile della nostra offerta. Gli agriturismi sono una straordinaria alternativa in un paese che dovrà lavorare, anche a causa della crisi, per potenziare ulteriormente la sua vocazione turistica. Il nostro è un paese – spiega ancora – che non sfrutta appieno la sua speciale predisposizione all’accoglienza’.

Secondo Ferri Graziani, che a Vada gestisce insieme al fratello Nicolò e alla sorella Stefania una bell’azienda agrituristica e biologica, specializzata nel cerealicolo, la forza, ed il successo internazionale dell’agriturismo italiano è direttamente collegato al legame con l’elemento agricolo e al progressivo adattamento al concetto di multifunzionalità: ‘Chi cerca un soggiorno in agriturismo cerca qualcosa di completamente diverso dall’hotel o da altre tipologie di ospitalità; cerca il contatto vero con la natura, con le persone che la vivono, con le radici di quel territorio, cibo buono ed identitario, insieme alla possibilità di vivere un’esperienza umana che nutre lo spirito e riempie gli occhi. Il modello toscano, in questo senso, è vincente’.

Gli agriturismi vengono scelti non solo per il pernottamento ma anche perché offrono l’opportunità di trascorrere un soggiorno di uno o più giorni senza rinunciare alla comodità e alla protezione garantita dall’ospitalità delle aziende di campagna. La Toscana, in questo senso, è la regione che più di altre si è data da fare segnando il passo per esempio con la legge 30/03 che obbliga gli agriturismi a somministrare menu al 100% made in Tuscany: ‘Quella legge è una vittoria per gli agriturismi – spiegato il neo vice presidente nazionale -.

In questo modo possiamo trasmettere ai turisti il valore dei prodotti che gli stiamo offrendo e che il territorio dove hanno scelto di trascorrere le vacanze esprime; un contatto diretto prezioso che si trasforma in un vantaggio non solo per l’agriturismo, e per le nostre attività, ma per tutta l’agricoltura’.

 

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