Uccisa Agitu Ideo Gudeta, resta il segno del suo impegno ambientalista

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Agitu Ideo Gudeta, 42enne attivista, ambientalista e imprenditrice bio, è stata uccisa il 29 dicembre scorso dal suo dipendente ghanese di 32 anni Adams Suleimani.

Fuggita dall’Etiopia, suo Paese natale, perché ricercata per aver guidato una manifestazione di protesta contro le fabbriche cinesi di cemento e in prima linea nella lotta al land grabbing, dal 2010 era titolare de “La capra felice”, un’azienda agricola di undici ettari con sede a Trento dedicata all’allevamento di ovini di razza pezzata mochena, una specie autoctona a rischio di estinzione, e alla produzione prodotti caseari biologici. una specie autoctona a rischio di estinzione, e alla produzione prodotti caseari biologici. Questi prodotti e gli intenti ambientalisti di Agitu hanno ottenuto nel corso degli anni riconoscimenti daSlow Food e da Legambiente. 

Dalla home del sito aziendale appare evidente l’amore per bio e la dedizione al proprio lavoro di questa sfortunata imprenditrice: “Grazie alla passione e alle conoscenze apprese dalla nonna materna Agitu alleva le capre e trasforma il formaggio con metodi tradizionali, oggi sempre più necessari per un allevamento sostenibile e di qualità. Impegno di Agitu è anche quello di difendere il territorio e proporre un modello di azienda agricola biologica sostenibile che possa funzionare da stimolo e incoraggiamento per quanti desiderano realizzare nuove modalità di vita, lavoro e convivenza”.

 

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