Truffe nel bio, ecco come l’Ispettorato del MIPAAF controlla e sanziona

Felice Assenza

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È un insieme di soggetti, di passaggi e di controlli a vigilare sulla sicurezza e la veridicità del biologico italiano e di quello in arrivo da altri Paesi, anche extra UE. E se è vero che capita – seppur di rado – che la cronaca riferisca di casi di truffa in questo settore, è altrettanto vero che la macchina dei controlli esiste ed è ben strutturata. Ma i consumatori, sebbene nel tempo più consapevoli rispetto alla salubrità di ciò che mangiano, sono ancora timorosi quando si trovano davanti ad un prodotto bio negli scaffali.

L’ICQRF, l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, è l’organismo, tra i più importanti a livello europeo, che per il MIPAAF, il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, ha il compito del controllo sul settore agroalimentare. E quindi anche sul biologico, in linea con la normativa europea che ha stabilito sia le regole che le modalità per poterle mettere in atto nei Paesi membri.

Ma come avvengono i controlli? Dall’ICQRF fanno sapere innanzi tutto che, “per quanto concerne l’applicazione dell’intero pacchetto di regole, la normativa unionale stabilisce che ogni Paese debba individuare un’’autorità competente’ al proprio interno che ha il compito di far rispettare e di controllare la corretta applicazione delle norme dell’UE in materia di prodotti biologici”, scandisce il Capo dipartimento di ICQRF, Felice Assenza. Questa autorità, a sua volta, può delegare il proprio ruolo ad organismi di controllo privati, autorità di controllo pubbliche o adottare un sistema misto. La prima opzione è quella adottata dal MIPAAF in Italia, ma è fondamentale sottolineare che “tali organismi privati devono, comunque, superare le procedure di riconoscimento e accreditamento da parte dell’organismo di accreditamento (ACCREDIA)”, il cui ruolo è stabilito dal Governo. Questi soggetti vengono “periodicamente sottoposti a rigida vigilanza e supervisione da parte dello stesso Ministero e delle Regioni al fine di controllare la regolarità del loro operato nell’ambito del sistema di controllo e certificazione del biologico”, aggiunge il capo dipartimento dell’ICQRF. La certificazione biologica riguarda tutti i livelli della filiera produttiva: “Non solo chi produce, ma anche chiunque venda prodotti etichettati come biologici, deve essere sottoposto al controllo, con ispezioni in loco, per la verifica del rispetto dei requisiti imposti dalla normativa”, scandisce Assenza. Inoltre, vengono effettuate apposite analisi chimiche per la rilevazione di eventuali residui di prodotti chimici non ammessi per la produzione biologica.

Questo è il quadro generale all’interno del quale l’ICQRF ha “competenze centrali”: “L’Ispettorato provvede infatti alla valutazione e riconoscimento delle strutture di controllo private delle produzioni biologiche e alla relativa valutazione e conseguente approvazione dei piani di controllo e dei tariffari per gli operatori assoggettati”, spiega ancora il dirigente dell’Ispettorato. E afferma ancora: “A questa fase si aggiungono anche le competenze relative alla vigilanza sul corretto operato delle attività degli organismi privati, lavoro che viene effettuato in coordinamento e cooperazione anche con le amministrazioni regionali.  Quest’ultima attività viene condotta annualmente attraverso ispezioni presso le sedi degli stessi organismi di certificazione e visite in situ presso gli operatori da loro controllati secondo criteri di analisi del rischio”.

I controlli vengono poi fatti anche presso le aziende di produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti bio, grazie al lavoro compiuto dalla rete territoriale dell’ICQRF costituita da 29 uffici periferici e sei laboratori di analisi che si concentrano sui prodotti della filiera agroalimentare e dei mezzi tecnici di produzione.

Il settore biologico assorbe gran parte dell’attività complessiva dell’ICQFR, per ciò che riguarda il controllo a tutela del consumatore e della filiera. Oltre all’attività condotta dagli organismi di controllo delegati, nel 2021, l’Ispettorato ha effettuato più di seimila controlli nell’ambito della filiera del bio, sottoponendo a verifica 3.355 operatori e 5.040 prodotti; a ciò si somma l’attività di vigilanza annualmente condotta sugli stessi organismi di controllo: “Ciò ha comportato, sempre nel 2021, diciotto office audit e 314 review audit e witness audit”, fa sapere Assenza.

Solo il 5% dei campioni bio prelevati è risultato irregolare alle determinazioni analitiche riguardanti i residui di prodotti non ammessi in agricoltura biologica; se si considera, infatti, il 9% di irregolarità riscontrate in media per i prodotti agroalimentari sottoposti ad analisi presso i laboratori ICQRF, lo “stato di salute” del settore bio può essere valutato in modo relativamente positivo, secondo l’Ispettorato. Tuttavia, non sono mancati casi degni di attenzione da parte degli ispettori ICQRF che, sempre nel 2021, hanno emesso 22 notizie di reato all’autorità giudiziaria, 311 contestazioni amministrative, 22 sequestri di prodotti non conformi e 143 diffide.

Probabilmente anche grazie all’intenso lavoro di controllo sul settore bio, incrementato ulteriormente dall’ICQRF negli ultimi anni, la scoperta di vere e proprie truffe non è un fenomeno frequente. Assenza ricorda tuttavia “la recente operazione – denominata ‘Bad Juice’ – con cui è stata sventata un’attività criminosa condotta da aziende che importavano dalla Serbia semilavorati per succhi di frutta e per il baby food e che commercializzavano come prodotti biologici e di origine UE (vedi news).

C’è da dire, tuttavia, che la legge sul biologico da poco approvata, si rivela di grande importanza, cruciale e strategica. “I cambiamenti previsti dalla nuova normativa comunitaria nel sistema dei controlli sono, infatti, finalizzati ad accrescere la fiducia del consumatore nei prodotti biologici – sottolineano dall’ICQRF – considerata l’importanza strategica riconosciuta all’agricoltura biologica per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità di tutto il settore agricolo”.

Le maggiori novità riguardano norme più stringenti e puntuali in fase di controllo relativamente all’importazione di prodotti biologici da Paesi terzi. “Nello specifico occorre ricordare che l’implementazione del sistema informativo TRACES – su cui transitano tutte le informazioni e la documentazione relativa al flusso di merci in arrivo, agli importatori ed esportatori nonché ai loro organismi di certificazione – rende tutti i passaggi più trasparenti. Inoltre, tutte le importazioni, dal 2026, dovranno avvenire secondo il criterio della conformità al sistema di produzione biologico dell’UE”, chiariscono dall’Ispettorato.

La legge, poi, al contempo, semplifica e snellisce i controlli per i piccoli agricoltori che possono adesso usufruire della certificazione di gruppo per ridurre gli oneri amministrativi. Così come, in base all’analisi del rischio secondo il Regolamento UE 625/2017, la percentuale dei controlli può essere ridotta in assenza di non conformità a carico dell’operatore negli ultimi tre anni o, più in generale, se viene ritenuto basso il rischio di non conformità. Infine, da gennaio 2022, Ministro e ICQRF hanno già attivato il nuovo sistema di regole di controllo all’importazione, in linea con la normativa unionale, attraverso la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e grazie ad una intensificazione delle attività analitiche dei laboratori e degli uffici periferici (vedi news).

Chiara Affronte

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