Soia GM: associazioni contro la Commissione UE

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Una causa contro la decisione della Commissione Europea di autorizzare un nuovo brevetto di soia geneticamente modificata della Monsanto. Ad intraprenderla, sfidando la Corte di Giustizia europea, sono state La Rete europea degli scienziati per la Responsabilità Sociale e Ambientale (ENSSER), la Società per la ricerca ecologica, la fondazione Manfred-Hermsen-Stiftung per la conservazione della natura e la protezione dell’ambiente, la Fondazione Future Farming, l’organizzazione non-profit Sambucus e Testbiotech.

La questione è inerente ai semi di soia del marchio Intacta, in gran parte venduti e cresciuti in Brasile, il cui raccolto sarà importato nell’UE per l’uso in alimenti e mangimi. Ma secondo i querelanti, l’EFSA non avrebbe effettuato alcuna valutazione dei rischi per la soia GM come prescritto per legge e, in virtù di questo, la Commissione UE non avrebbe dovuto dare il suo consenso alla commercializzazione dei prodotti derivati da queste piante.

La Commissione ha approvato, invece, l’utilizzo dei semi di soia in alimenti e mangimi a fine giugno 2012; successivamente, ad agosto, le cinque organizzazioni hanno depositato una denuncia contro questa decisione. Il Commissario Tonio Borg ha respinto la denuncia, nel gennaio 2013, ma tre delle organizzazioni sono stati autorizzate a presentare una causa legale presso la Corte di giustizia, ai sensi regolamento UE 1367/2006.

Le ragioni, presentate dalla Commissione in tribunale, riguardano innanzitutto la conclusione erronea che questa soia sia considerata equivalente ai semi convenzionali, senza che sia stata condotta, tuttavia, alcuna indagine sugli effetti combinatori, né sia stato previsto un obbligo di monitorare gli effetti sulla salute al consumo.

‘Gran parte del processo legale è focalizzato sui criteri richiesti dalla guida dell’EFSA. Se fossero stati applicati maggiori standard scientifici, questo caso sarebbe diventato molto meno drammatico’ – ha dichiarato Christoph Allora per Testbiotech. ‘Lo scopo è quello di fare pressione sulla Commissione e sull’EFSA affinchè sia data maggiore importanza alla tutela della salute umana, animale e dell’ambiente’.

(Fonti: Bioagricoltura notizie) 

 

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