Si riorganizza l’Istituto di Bioarchitettura

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Nella prestigiosa sede della Casa dell’Architettura a Roma, si è svolto il Congresso Nazionale dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, ente morale dalla riconosciuta autorevolezza scientifica e culturale in materia di bioarchitettura non solo presso vaste comunità professionali ma anche verso il mondo delle Istituzioni.

Fondato da Ugo Sasso nel 1991, autentico pioniere della bioarchitettura in Italia, in questi venti anni, l’Istituto oltre a contribuire alla sensibilizzazione, formazione e informazioni sulle tematiche dell’abitare sano e della riqualificazione del territorio partendo dall’essere umano inteso e compreso nella sua sfera più ampia di appartenenza ad un contesto storico-ambientale, ha sviluppato una diffusa e organizzata presenza palesandosi come una voce sempre più importante e accreditata nel dibattito pubblico nazionale.

Una lunga storia alle spalle, con l’originalità di un visione, che attraverso l’interdisciplinarietà ha affrontato in modo organico tutte le problematiche dell’ecosostenibilità maturando importanti risultati, ultimamente, sul delicato terreno dell’efficienza e del risparmio energetico consapevole.

Il consolidamento dell’immagine, il rafforzamento e la comunicazione della sua precisa identità, non solo presso i mondi tradizionali delle professioni, accademici e della ricerca sono tra i punti strategici del programma del nuovo direttivo nazionale.

Una nuova e più efficiente strutturazione organizzativa dell’Istituto, centrale e periferica sul territorio, è poi prevista come qualificante dagli indirizzi emersi. Ripartendo da Ugo Sasso, il dibattito e le riflessioni dovranno aggiornare il dibattito culturale ampliandolo e coniugandolo con le nuove dinamiche sociali, economiche, ambientali. Saranno attivate occasioni di confronto con grandi personalità nazionali e internazionali, valorizzata la ‘traccia culturale’ propria del network Inbar, promosse efficaci azioni di comunicazione. Partecipazione e condivisione devono contraddistinguere e ispirare la vita interna ed esterna dell’Istituto.

L’Inbar non e’ solo sinonimo culturale di sostenibilità ambientale e di eco-compatibilità, ma più profondamente mira ad una bioarchitettura che concili e integri i comportamenti umani con la natura, al fine di assicurare una migliore qualità della vita attuale e futura. La sua particolare identità consente di muoversi agilmente nella complessità delle istanze ambientali.

In quest’ottica l’Inbar, anche statutariamente, è sempre più aperto ad interagire direttamente con cittadini e comunità, favorendone la partecipazione attiva.

Gli eletti del nuovo direttivo nazionale dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura (nella foto), sono Giovanni Sasso (presidente), Carlo Patrizio (Roma, Affari Istituzionali), Anna Carulli (Messina, Area Sud), Angelo Perego (Lecco, Area Nord), Maria Grazia Contarini (Massa Carrara, tesoriere), Gabriella Verardi (Brindisi, segretario), Paolo Fatticcioni (Livorno, Area Centro). Tutte nomi di comprovata esperienza sul campo sia sul piano professionale che su quello associativo.

 

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