Serve un piano nazionale per l’energia

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Maggiore indipendenza energetica, piu’ efficienza, prezzi piu’ bassi e, soprattutto, un meccanismo di incentivi alle fonti di energia rinnovabili da riequilibrare, al quale aggiungere un nuovo piano energetico nazionale che definisca strategie di lungo periodo consentendo all’Italia di essere piu’ competitiva e indipendente.

Lo chiedono i protagonisti del settore che si sono riuniti nella Terza Conferenza di diritto dell’energia promossa dal Gse e dall’Università di Roma Tre. Le prime stime del 2011 fornite da Nando Pasquali, amministratore delegato del Gestore dei Servizi Energetici, parlano di una potenza installata da fonti rinnovabili di oltre 41.000 Mw e di una produzione di circa 84.000 Gwh, mentre il numero di impianti in esercizio e’ di 360mila unita’, per un valore di incentivi erogati nel 2011 di circa 8 miliardi.

‘Il grande sviluppo delle rinnovabili in Italia – spiega Pasqualiha fatto si’ che, dal punto di vista degli obiettivi europei, il nostro Paese si portasse molto avanti nel settore elettrico. Su un obiettivo del 26,39% al 2020, nel 2011 abbiamo raggiunto circa il 24% di consumo interno lordo coperto da fonti rinnovabili. Un dato che fa pensare al fatto che l’obiettivo sara’ raggiunto anche prima del 2020′.

Non mancano però le criticità, tra cui ‘la necessità di ripensare il sistema di governance delle energie rinnovabili facendo chiarezza sul riparto di competenze tra Stato e Regioni, superando i limiti della disciplina vigente e il ruolo dell’Autorita’ dell’energia quale mero esattore presso il consumatore finale delle risorse destinate al finanziamento dei contributi pubblici’, spiega Napolitano, professore di Istituzioni di Diritto Pubblico dell’Università di Roma Tre, ma anche rafforzare la capacità di ‘presa’ degli strumenti di programmazione pubblica, di rendere piu’ efficaci gli strumenti di semplificazione, come l’autorizzazione unica e la conferenza di servizi, ‘di ridurre l’ambito delle decisioni politiche discrezionali in ordine al livello di incentivi e il loro grado di opacita’ e di incertezza. Questo perchè è necessario ripensare la politica degli incentivi ”, aggiunge Andrea Zoppini, professore di Istituzioni di Diritto Privato di Roma Tre e sottosegretario alla Giustizia.

Si tratta quindi di ripensare il sistema, senza mettere in discussione il ruolo fondamentale delle rinnovabili, così come non è in discussione ‘l’inclusione dei relativi meccanismi incentivanti nelle bollette energetiche secondo il principio del ‘chi inquina paga’, spiega Guido Bortoni, presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

‘Occorre pero’ creare le condizioni per reinserire la programmazione degli incentivi in un alveo di coerenza generale, a tutela sia dei consumatori che dei soggetti attivi nella green economy. Tutto ciò tenendo conto che alcuni obiettivi previsti dalla programmazione degli incentivi sono stati raggiunti già quest’anno, quando l’insieme degli incentivi alle rinnovabili/assimilate supererà i 10 miliardi di euro, con un’alta spesa diretta per le famiglie che si somma ai costi indiretti indotti nel sistema elettrico e nel mercato’.

Da parte del Governo, arriva l’annuncio dell’l’imminente approvazione dei Decreti: ‘Stiamo lavorando alla costruzione della strategia energetica nazionale. I quattro punti chiave saranno efficienza energetica, sostegno economicamente sostenibile alle fonti rinnovabili, punti di ingresso del gas in Italia e relativi rigassificatori e rilancio della produzione nazionale di idrocarburi’, dice Claudio De Vincenti, Sottosegretario allo Sviluppo Economico. (fonte: ADNKronos)

 

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