Santa Marina di Oriolo, la tradizione bio calabrese che guarda al futuro

L. Adinolfi

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“La nostra è un’azienda a conduzione familiare di quinta generazione. Ai primi del ‘900 era una semplice masseria alle porte del Pollino, agli inizi degli anni Novanta uno dei primi agriturismi in Calabria. Quello che ci ha sempre contraddistinto è l’originalità dei prodotti e la provenienza delle materie prime, 100% autoprodotte, da coltivazione biologica certificata. Sono cresciuto in una famiglia contadina da cinque generazioni, in una terra dalle tradizioni agroalimentari uniche”.

Luigi Adinolfi è titolare dell’azienda agricola biologica Santa Marina di Oriolo, in Calabria, al confine con la Basilicata. “Porto al di fuori dei confini della mia azienda agricola le produzioni tipiche della mia terra, i prodotti che i miei genitori hanno dato per vent’anni ai clienti del nostro agriturismo di famiglia; nello specifico: l’amaro naturale alle olive di Calabria Ulivar, la confettura di Mela Agostina, una mela calabrese profumatissima e in via di estinzione che i nonni usavano come originario “deodorante per ambienti” e l’origano biologico varietà Vulgare sottospecie Viride del Pollino. Tutte e 3 le produzioni mi legano al mio territorio. Mela Agostina: una mela rara in via di estinzione che cresce solo nel comune di Oriolo e in pochi comuni vicino. Sto lavorando al riconoscimento della biodiversità in collaborazione con l’Arsac Calabria e grazie alla sua promozione negli agri-mercati Campagna Amica sono riuscito a farla menzionare tra i Sigilli di Campagna Amica. Origano Viride del Pollino: una varietà di origano straordinaria, che personalmente adoro, e che cresce spontanea nel Parco Nazionale del Pollino. Con altri due bravissimi produttori ne abbiamo avviato una coltura nelle nostre aziende e lo vendiamo a supermercati e botteghe”.

– Origano bio. Ipotizziamo una nuova filiera?
“L’origano è una pianta straordinaria che personalmente adoro per aroma e tenacia con cui viene su anche nei luoghi più impensabili. Personalmente mi sono dedicato insieme ad altre due aziende agricole (Biomanfredi e Bioram) al recupero della varietà di origano endemica del Parco Nazionale del Pollino: il Vulgare Viride (dal fiore bianco). Origano dall’aroma intenso e quasi balsamico, dal sapore non piccante al palato. L’idea alla base del nostro progetto di produzione di origano è stata proprio quella di creare una micro filiera che nel raggio di pochi chilometri completi produzione, essiccamento e confezionamento dell’origano, sia a mazzi che sbriciolato. Nel 2015 guidati da Francesco Ramundo, un maestro coltivatore di origano biologico con esperienza decennale, e seguiti da un agronomo specializzato, il dott. Domenico Lanza dell’Arsac, abbiamo intrapreso con un terzo socio, Rosy Manfredi, una coltura di Origano Biologico Vulgare sottospecie Viride del Pollino, una pianta officinale che da noi cresce spontanea dato che siamo sui contrafforti orientali del Parco nazionale del Pollino, la più grande area verde d’Europa. In totale arriviamo a una massa critica produttiva consistente, su una superficie coltivata con metodo biologico – sarchiatura, raccolta e lavorazione a mano – di 5 ettari. Abbiamo fatto due spedizioni negli Stati Uniti e in Canada, e il prodotto sta riscuotendo apprezzamento sia tra i ristoratori che nelle vendite al dettaglio. Siamo in contatto con due Università per l’analisi e la certificazione di questa biodiversità officinale. Sicuramente se non avessimo deciso di lavorare insieme al recupero del Vulgare Viride dell’Alto Jonio non avremmo ottenuto i primi piccoli risultati di cui stiamo parlando e che ci motivano ad andare avanti”.

– Quali i punti di arrivo e le novità aziendali. Varietà di confetture. Cosa vi rende riconoscibili sul mercato?
“Nel 2011, una volta tornato a casa ho iniziato a lavorare alla ricetta del mio bisnonno, insieme con un esperto di laboratorio abbiamo affinato la produzione e migliorato alcuni dettagli, restando sempre fedeli agli ingredienti e al procedimento che seguivano anche i miei familiari nel farlo in casa. Nell’aprile 2012 siamo arrivati alla prima produzione imbottigliata di 500 bottiglie.  Oggi ne produciamo circa 2.000 l’anno. Quindi oggi Ulivar l’amaro alle olive di Calabria, prodotto artigianale dell’azienda agricola biologica Santa Marina di Oriolo, che nasce da una ricetta contadina dell’Alto Jonio Cosentino, ai piedi del Parco Nazionale del Pollino. Un prodotto artigianale unico al mondo, ideale per chi cerca qualcosa di originale, naturale ed esclusivo. Le sue proprietà organolettiche ne fanno un liquore molto utilizzato sia in miscelazione che in ricette di alta cucina. Da qui, precisamente in Contrada Santa Marina del comune di Oriolo (CS), viene spedito a enoteche, wine bar, ristoranti di nicchia e negozi di prodotti tipici di alto segmento, in Italia e all’estero. La particolarità dei suoi ingredienti, l’originalità del prodotto e la sua qualità hanno portato il Liquore alle Olive Ulivar a vincere nel 2012 il 1° Premio Nazionale Oscar Green di Coldiretti, al quale partecipano ogni anno più di 1.000 aziende in tutta Italia e il Premio Nazionale Nuovi Fattori di Successo del Mipaaf. Per le stesse ragioni Ulivar è stato ospite di Geo&Geo, Linea Verde e oggetto di numerose pubblicazioni e reportage su riviste specializzate nel settore enogastronomico. Nel mese di Giugno 2014 Ulivar è stato inoltre selezionato tra le 50 eccellenze italiane che ISMEA ha esibito a New York al Summer Fancy Food Show 2014 all’interno del Jacob Javits Center di Manhattan e nel 2016 tra le 10 eccellenze italiane che Ismea ha esibito al Salone del Gusto di Torino. Siamo stati anche a EXPO con Coldiretti Calabria e al Vinitaly con l’Accademia del Peperoncino di Diamante. Le manifestazioni di settore sono la linfa vitale che ti permette di confrontarti con esperti e addetti ai lavori, di ampliare le tue conoscenze e di trovare nuovi clienti. Recentemente abbiamo abbinato a Ulivar il Patinawoodbox, un packaging ecosostenibile realizzato per noi in esclusiva da un designer calabrese Luigi Mazzei specializzato nell’agroalimentare: un porta bottiglia ispirato ai cassoni delle antiche case contadine, un vero è proprio time lapse temporale fatto packaging, che ripropone nel suo aspetto le superfici materiche delle case contadine dal Pollino fino a Matera. Oggi sottolineiamo l’origine territoriale tramite immagini rurali che richiamano le nostre terre, brevi testi narrativi che raccontano delle tradizioni del nostro paese e richiamando sempre negli hashtag e nei post sui social richiamano i luoghi in cui nasce Ulivar  – vedi #TerrediUlivar #MadeinAltoJonio #Pollino #Calabria”.

Maria Ida Settembrino

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