Si è chiusa il 18 novembre la consultazione pubblica avviata dalla Commissione europea per aggiornare e semplificare il Regolamento (UE) 2018/848 sulla produzione biologica. Il processo è stato aperto dopo una sentenza della Corte di Giustizia che ha evidenziato una disparità tra operatori europei e produttori extra-UE, in particolare statunitensi, riguardo all’uso di vitamine e sali minerali nei prodotti biologici. Per adeguarsi alla decisione, Bruxelles dovrà modificare il quadro normativo, cogliendo però l’occasione per intervenire anche su altre criticità emerse in questi primi anni di applicazione del regolamento.
Tra i temi più rilevanti vi è la questione dell’elenco dei prodotti per la pulizia e la disinfezione degli impianti, oggi concepito come una “lista positiva” molto complessa da gestire a livello europeo. Gli operatori chiedono da tempo un approccio più semplice e più coerente con la realtà dei diversi Paesi, basato su una lista negativa limitata alle sostanze più problematiche.
Resta aperto anche il nodo del regime di equivalenza con i Paesi terzi. La sentenza della Corte ha messo in discussione il sistema attuale, che permette l’ingresso nel mercato UE di prodotti conformi a standard equivalenti e non identici a quelli europei. Per evitare blocchi improvvisi degli scambi – soprattutto con gli undici Paesi il cui riconoscimento scade a fine 2026 – la Commissione prevede una proroga. Il settore teme però che un irrigidimento possa generare tensioni commerciali, in particolare con gli Stati Uniti, verso cui l’Italia esporta biologico per circa 300 milioni di euro.
Altre aree oggetto di revisione riguardano la certificazione dei gruppi di produttori, giudicata troppo onerosa, l’uniformità nella gestione dei residui di sostanze non autorizzate, e alcune norme di produzione animale e di gestione dei piccoli operatori.
Con la consultazione in chiusura, i risultati saranno disponibili nelle prossime settimane. Le organizzazioni del settore auspicano che questa revisione non si limiti a un semplice adeguamento tecnico, ma rappresenti un’opportunità concreta per semplificare le regole e rafforzare la competitività del biologico europeo.
La Redazione












