Processo Pesticidi in Alto Adige: venerdì nuova udienza

Processo Pesticidi Alto Adige

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È fissata per venerdì 29 ottobre la nuova udienza del processo sui pesticidi a carico di Karl Bär, collaboratore dell’Umweltinstitut München attualmente in congedo per la sua elezione al Bundestag tedesco. Bär dovrà comparire per la quarta volta davanti al Tribunale di Bolzano per aver criticato pubblicamente l’elevato impiego di pesticidi nei meleti dell’Alto Adige/Südtirol. Per contro, il 28 maggio scorso l’autore e regista austriaco Alexander Schiebel, accusato anch’egli di diffamazione aggravata nei confronti dell’agricoltura altoatesina, è stato assolto. In quell’occasione la Corte ha ritenuto che Schiebel non avesse commesso il reato di diffamazione. L’Umweltinstitut considera tale assoluzione un segnale chiaro a tutela della libertà d’espressione e di buon auspicio per il processo contro Karl Bär.

Bär era stato denunciato dall’assessore all’agricoltura della Provincia Autonoma di Bolzano Arnold Schuler e da oltre 1.370 agricoltori altoatesini a seguito di una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica realizzata dall’Umweltinstitut nell’estate del 2017. A luglio 2021 la maggior parte delle querele erano state ritirate, ma poiché due fratelli hanno scelto di mantenere in essere le proprie, il processo ora va avanti continuando a tenere sotto scacco l’accusato: in caso di condanna, migliaia di contadini altoatesini potrebbero chiedere il risarcimento di danni in un successivo procedimento civile, che potrebbe arrivare a milioni di euro.

Ma l’assoluzione di Alexander Schiebel rafforza il caso di Karl Bär. Il procedimento a carico di Schiebel, condotto parallelamente a quello di Bär da un altro giudice nel medesimo Tribunale, si è concluso a maggio con un’assoluzione che ha preceduto l’apertura stessa del procedimento. In quel caso la motivazione della sentenza, resa ora disponibile, afferma che i “frutticoltori altoatesini” non erano chiaramente identificabili e quindi non potevano essere incriminati. Pertanto nessun reato era stato commesso. Secondo l’avvocato difensore, Nicola Canestrini, tale argomentazione può essere applicata anche al caso di Karl Bär. “Le critiche degli ecologisti – spiega l’avvocato –, se si basano sulla verità dei fatti, non sono reato come ha già accertato ripetutamente il tribunale di Bolzano: ecco perché ci aspettiamo che tutti i contadini ritirino immediatamente le querele temerarie”. Nel suo libro “Das Wunder von Mals” e nell’omonimo film Schiebel aveva infatti criticato aspramente l’elevato uso di pesticidi nei meleti della nota regione turistica Alto Adige/Südtirol.

“Il tribunale si è pronunciato: nessun agricoltore può affermare di essere vittima di diffamazione solo perché qualcuno mette fondamentalmente in discussione l’alto uso di pesticidi in agricoltura – commenta Fabian Holzheid, direttore politico dell’Umweltinstitut München –. La sentenza nel caso di Alexander Schiebel lo conferma: la critica all’uso dei pesticidi nell’agricoltura altoatesina non può e non deve essere soppressa da accuse infondate e calunniose”.

Mentre la sentenza per Alexander Schiebel è stata resa definitiva il 16 ottobre, il processo contro Karl Bär continua. “Se due frutticoltori altoatesini non si fossero accaniti per far proseguire questo processo assurdo, ora il dibattito sull’elevato impiego di pesticidi nei meleti dell’Alto Adige/Südtirol si svolgerebbe fuori dall’aula di tribunale” – sostiene Bär, attualmente deputato del Bundestag tedesco con il partito Bündnis 90/Die Grünen. I due fratelli, che rimangono fedeli alle loro pretese punitive, sono stati convocati come testimoni dell’accusa per la prossima udienza, il 29 ottobre. Forse, per la prima volta in questo processo sarà affrontato il vero pomo della discordia: l’uso dei pesticidi in Alto Adige/Südtirol. “Abbiamo detto le cose come stanno e questo, in una democrazia, non deve comportare il rischio di farti finire in tribunale. Inoltre possiamo provare con dati alla mano che la nostra critica corrisponde ai fatti” – sottolinea Bär.

Saranno presenti al processo, in qualità di osservatori in loco: Hanspeter Staffler (Consigliere della Provincia Autonoma di Bolzano e Consigliere regionale del Trentino-Alto Adige), Claudia Köhler (Deputata del Parlamento bavarese) e Rosi Steinberger (membro del Parlamento bavarese e presidente della commissione per l’ambiente e la tutela dei consumatori).

Fonte: Ufficio stampa Umweltinstitut München

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