Nasce il Distretto biologico del Chianti, sindaci e produttori firmano l’accordo

Chianti

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L’agricoltura biologica come volano di sviluppo sociale ed economico del territorio del Chianti. E’ questo l’obiettivo siglato pochi giorni fa dal comune di Castelnuovo Berardenga nellaccordo territoriale del Distretto del Chianti che riunisce tutti i Comuni del Chianti senese e fiorentino e una rappresentanza di aziende agricole e vitivinicole locali. L’accordo darà concretezza ad una serie di iniziative e strumenti per favorire lo sviluppo dell’agricoltura biologica nei territori di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti, San Casciano Val di Pesa e Castellina in Chianti dove avrà sede lo stesso Distretto.

“Il Distretto biologico del Chianti – afferma Mauro Minucci, assessore all’agricoltura del Comune di Castelnuovo Berardenga presente alla firma dell’accordo territoriale – riunisce tutti i Comuni del Chianti senese e fiorentino e una rappresentanza di aziende agricole e vitivinicole locali con l’obiettivo primario di promuovere la diffusione dell’agricoltura biologica come nuova opportunità di sviluppo sociale ed economico e altre iniziative per far riscoprire il territorio e valorizzare le sue ricchezze paesaggistiche e naturali”.

“Per raggiungere gli obiettivi fissati – aggiunge Minucci – è fondamentale sensibilizzare le comunità locali, ma anche i visitatori che ogni anno scelgono queste zone per le loro vacanze, portando avanti modelli di consumo consapevole e rispettosi del nostro ambiente e del nostro paesaggio. Il Comune di Castelnuovo Berardenga è pronto a fare la sua parte e a rafforzare le buone pratiche già messe in campo negli anni insieme a scuole e associazioni per tutelare il nostro ambiente”.

La nascita del Distretto biologico del Chianti consolida un percorso di promozione dell’agricoltura biologica iniziato nel 2016 con la costituzione dell’Associazione Biodistretto del Chianti, che riunisce agricoltori, privati cittadini, associazioni, operatori turistici e pubbliche amministrazioni e che porta avanti iniziative di sviluppo sostenibile quali l’introduzione di prodotti biologici nella ristorazione pubblica e privata e nella catena alimentare della piccola e grande distribuzione, il non utilizzo di diserbanti nelle aree pubbliche, l’implementazione della raccolta differenziata e il crescente utilizzo di materiali biodegradabili durante gli eventi pubblici.

Fonte: Siena Free

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