Mino, il nano da giardino biodegradabile

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L’usanza del nano da giardino è più antica di quanto si pensi. Nati nella Germania del XVII secolo, i nani furono esportati in Inghilterra da un nobile inglese per ornare il suo giardino e oggi sono divenuti oggetti kitsch diffusi a livello mondiale. Il nano moderno è una figura malinconica malgrado i suoi colori sgargianti, condannata a soprammobile posato su una natura addomesticata ed artificiale. Il nano Mino abita un giardino tutto da vivere, sopravvive una stagione per nutrire il verde che lo circonda, morendo lentamente con onore.

 

Biodegradabile al 100% e costituito interamente da compost pressato, un potente fertilizzante naturale, è inoltre facilmente personalizzabile con grafiche, colori o accessori. Il compost si compone di comuni rifiuti organici in una sostanza che è del tutto simile all’humus, la parte fertile del terreno, ricca di sostanze organiche a cui è stato estratto il biogas derivante, quindi anche il cattivo odore.

Negli ultimi tempi è largamente utilizzato nell’agricoltura biologica, come ammendante dei suoli agricoli, per migliorare la costituzione fisico-meccanica e la fertilità grazie all’apporto di sostanza organica. Educa al riciclo e al compostaggio e dopo una stagione in giardino, comincia a sfaldarsi e scompare senza lasciare traccia.

Mino si deve alla creatività di Giovanni Tomasini, designer bresciano che dal 2010 fa parte di Machinalmpresa: un gruppo di 12 giovani creativi, selezionati tramite criteri di eccellenza. Esperti nel campo del design, della moda, della comunicazione e del marketing.

 

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