La startup altoatesina Gianni Bio lancia un equity crowdfunding per puntare sul biologico

Gianni Bio

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Investire nel biologico, nel sostenibile e in un corretto rapporto con il proprio corpo. Proponimenti che sono molto diffusi nella comunicazione contemporanea ma non sempre è possibile farlo per tutti o per un progetto che si può seguire da vicino. Anzi, esserne totalmente parte. È qui che si annida l’intrigante scommessa pianificata dalla bolzanina Gianni Bio: azienda in costante crescita negli ultimi anni che si conferma particolarmente innovativa, proponendo un equity crowdfunding partito il 4 maggio. Una strada sostanzialmente pionieristica in Alto Adige.

I tre soci Nicola Bottazzo, Giovanni ed Andrea Paiarola hanno deciso di aprire la società cedendo delle quote della stessa agli investitori. Piccoli e grandi. Siamo di fronte, dunque, ad un crowdfunding che è qualcosa più di una ricerca di investitori (pratica ormai abbastanza comune). È la proposta di un vero e proprio progetto comune. La piattaforma scelta è quella di Mamacrowd, la più importante sul territorio italiano per investimenti in equity crowdfunding.

La radiografia economica di un business in evoluzione

Le metriche economiche sono quelle di un’azienda sana e in fase di espansione. Gianni Bio nel 2022 ha registrato un fatturato di 1,37 milioni di euro con un +18% di crescita nel primo trimestre del 2023 rispetto al 2022. A dimostrazione di un’attenzione particolare alla sostenibilità ecco che il 60% del fatturato generato dalla vendita di prodotti senza imballaggi. Con l’utilizzo delle e-bike, inoltre, sono state risparmiate 1,5 tonnellate di emissioni di anidride carbonica. “Ci piace definirci – hanno spiegato i soci – come una community di 1.200 persone e 100 produttori biologici inseriti in un settore ortofrutticolo che toccherà i 192,7 miliardi di dollari entro il 2030. La vendita al dettaglio di questi prodotti è cresciuta del 140% dal 2012 al 2021 con un consumo pro capite di 65 euro. Siamo all’interno di un sistema in piena propulsione che riesce ad accorciare la filiera da produttore a consumatore”.  Il tutto con una convenienza del -13,2% rispetto ai competitor e forniture ad alberghi e mense scolastiche con prodotti al 100% biologici con un valore di 1,1 milioni di euro raggiunto nel retail in tre anni e 160.000 euro del fatturato raggiunto nel canale B2B. Scendendo ancora più nel dettaglio delle vendite il 5% del fatturato è arrivato dall’online, l’83% dai 5 punti di vendita diretta a Bolzano e il 12% dalle forniture ad hotel e ristoranti. “Tutte hanno ampie prospettive di crescita con investimenti specifici”.

Gli obiettivi dell’equity crowdfunding

La domanda principale di qualsiasi equity crowdfunding riguarda, chiaramente, gli obiettivi dell’investimento. “Il piano ha un raggio quinquennale. Nel 2023 l’allargamento della rete di vendita diretta arrivando a 7 punti entro il 2027 con la creazione di una piattaforma per il contatto diretto tra clienti e produttori. Entro il 2024 intendiamo creare un sistema di monitoraggio per la riduzione dello spreco alimentare oltre ad ampliare il laboratorio di gastronomia per realizzare piatti finiti e semilavorati con i prodotti biologici. Il 2025 dovrà essere l’anno della realizzazione di un market place Gianni Bio per le vendite all’estero in Austria, Germania e Svizzera. In parallelo nei cinque anni crescerà anche il segmento delle forniture B2B con focus su hotel e ristoranti del Trentino Alto Adige”. Una road map tracciata su una raccolta di 450.000 euro con un obiettivo minimo dell’equity crowdfunding pari a 150.000 euro.

Il beneficio fiscale del 30%

Gianni Bio è una startup innovativa che arricchisce il tessuto economico altoatesino di un player all’avanguardia ma questo garantisce un altro vantaggio non indifferente: il beneficio del 30% come sgravio fiscale per chiunque decida di supportare il progetto con un investimento che punta deciso su un futuro migliore. Non solo economico.

Fonte: Ufficio Stampa Gianni Bio

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