La malavita nel business delle rinnovabili

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Tangenti e infiltrazioni mafiose inquinano nel Mezzogiorno il settore delle energie rinnovabili. La Guardia di Finanza di Palermo è intervenuta nel Trapanese e nel Palermitano per bloccare agevolazioni illecite destinate alla realizzazione di parchi eolici. Cinque gli arresti, con l’accusa di tentata concussione, corruzione, emissione e utilizzo di fatture false. A Catanzaro i finanzieri hanno invece sequestrato beni per un valore di 350 milioni destinati sempre a un parco eolico nella cui realizzazione sarebbe coinvolta la criminalità organizzata calabrese.

 

In Sicilia le indagini hanno riguardato soprattutto un gruppo imprenditoriale di Alcamo (Trapani), attivo da alcuni anni nel settore delle rinnovabili, che avrebbe beneficiato, grazie alla corresponsione di tangenti, di illecite agevolazioni (come la semplificazione dell’iter amministrativo) per realizzare parchi eolici di notevoli dimensioni.

Nel mirino della Guardia di Finanza di Catanzaro è finito invece il parco eolico Wind Farm Isola Capo Rizzuto, dotato di 48 aerogeneratori, considerato fra i più grandi in Italia per estensione e potenza erogata. Secondo gli inquirenti, nell’operazione sarebbe coinvolta la cosca Arena di Isola Capo Rizzuto.

Se l’Italia ha in questo momento molti problemi, il Sud ne ha ancora di più, a causa della malavita che cerca di entrare in tutti i settori dove ci sia ‘odore’ di affari, ora anche nell’economia green. Il Sud non avrà sviluppo finché economia sarà sinonimo di malaffare.

 

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