La chimera del petrolio in un Mediterraneo-cantiere

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 Il SANA si apre sabato a Bologna con la presenza del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, il quale ha messo a punto la parte dedicata all’energia verde nel ‘piano crescita’ del governo Monti. Ma c’è un altro Corrado nel governo Monti, Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico, il quale spinge per uno sviluppo poco o niente sostenibile. I bene informati dicono che ci sia lui dietro quella parte del Decreto Sviluppo (decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modifiche nella legge 7 agosto 2012, n. 134) che prevede fra le altre cose nuove disposizioni per l’estrazione e la ricerca di idrocarburi e la riattivazione dal primo gennaio al 31 marzo 2013, delle centrali a olio combustibile (articolo 38 bis).

A stabilire le nuove disposizioni per le attività di estrazione di petrolio (ovvero di trivellazione), è l’articolo 35, che prevede che l’estrazione è vietata nelle zone costiere protette da vincoli ambientali e, in ogni caso, nelle zone marine entro 12 miglia dalla costa. Questo delle 12 miglia è un punto controverso perché ci sono operatori del settore che ritengono il limite troppo stringente.

Ci sono indiscrezioni secondo cui il ministero dello Sviluppo Economico sarebbe intenzionato a intervenire su questo limite, rendendo quindi più facili le trivellazioni in mare. Passera non è solo favorevole ad aumentare l’attività estrattiva di petrolio in Italia, ma intende potenziare i gasdotti (per rendere l’Italia un crocevia del trasporto di gas dall’Africa del Nord e dall’Asia centrale all’Europa), e i rigassificatori (con quattro progetti già avviati: Livorno, Porto Empedocle, Gioia Tauro, Falconara).

Se ci si deve misurare con queste idee e con questi progetti, se questi sono gli investimenti per lo sviluppo, beh, allora la musica è quella di sempre, se non peggio. Mancava solo la chimera del petrolio in un Mediterraneo-cantiere per affossare uno sviluppo territoriale sano, che nel nostro Paese, con migliaia di chilometri di coste, è indissolubilmente intrecciato alla salute del mare.

Clini crede davvero nella svolta green? Ci spieghi a Bologna come essa si possa combinare con le idee di sviluppo del suo collega di governo.

Antonio Felice

editor@greenplanet.net

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