L’uragano e l’inettitudine di chi non decide

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Greenpeace ha contestualizzato molto bene l’uragano Sandy – che nel momento in cui scriviamo si sta spostando da New York e dalla costa atlantica degli Stati Uniti più a nord verso il Canada – all’interno degli eventi meteorologici estremi indotti dal cambiamento climatico. E ha messo in guardia: senza un radicale cambiamento di rotta nelle politiche energetiche, fenomeni di questo tipo sono destinati a moltiplicarsi, a divenire sempre più distruttivi, a colpire zone del pianeta tradizionalmente estranee a calamità del genere.

 

Gli uragani, infatti, sono fenomeni tropicali ma sono diventati di casa a New York, che l’anno scorso era stata sfiorata da Irene. E’ la conseguenza del riscaldamento dell’oceano che alimenta, con l’evaporazione, l’energia degli uragani.

Una grande compagnia di assicurazioni ha stimato che nel solo 2011 i disastri naturali hanno provocato nel mondo danni per 380 milioni di dollari e almeno 27 mila morti. Il meccanismo dell’informazione, con le sue selezioni legate agli interessi dei Paesi più forti, ha trascurato molte di queste tragedie accadute in regioni sperdute e di cui in Italia nessuno ha scritto e parlato.

La comunità scientifica internazionale (e quindi non solo le associazioni ambientaliste) è unita nel riconoscere come gli eventi climatici estremi siano causati dalle emissioni di gas serra, principalmente di CO2 che deriva dalla combustione di fonti energetiche fossili, soprattutto carbone e petrolio. E’ per questo che serve un rapido cambio di rotta nel modo in cui produciamo e consumiamo energia.

L’International Energy Agency sottolinea come, in mancanza di un simile cambiamento, proseguendo sulla strada attuale, l’innalzamento medio delle temperature globali, a fine secolo, dovrebbe raggiungere i 6° centigradi.

Abbiamo bisogno di una classe politica che prenda in mano questa situazione a tutti i livelli, a tutte le latitudini, di una classe dirigente competente. La svolta di cui sempre parliamo dipende anche da questo, dipende anche da noi cittadini che dobbiamo dire basta all’incompetenza, all’inettitudine di chi ci amministra senza mettere mano alle sfide epocali che sono davanti a tutti.

Antonio Felice

editor@greenplanet.net

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