L’Europa vuole lanciare marchi regionali

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Il Parlamento Europeo ha lanciato l’idea di un Marchio Regionale per fortificare e favorire le economie rurali europee. A parere del Parlamento infatti per rafforzare le economie rurali sono necessari dei presupposti fondamentali: migliori condizioni per i produttori locali; nuove opportunità di occupazione; un marchio speciale per garantire la qualità dei prodotti locali.

 

L’introduzione di un marchio regionale potrebbe attribuire un valore aggiunto di alta qualità ai prodotti e ai servizi caratteristici di una determinata area e potrebbe contribuire allo sviluppo economico locale, in modo particolare per quanto riguarda le aree più vulnerabili, e a rischio di abbandono da parte delle nuove generazioni.

Il Parlamento Europeo ha dunque deciso di attrarre l’attenzione di tutti gli operatori e delle autorità locali, dai governi, agli agricoltori, dagli artigiani agli addetti del settore turistico, fino alle camere di commercio, in modo che possano operare insieme al fine di promuovere la qualità della produzione e dei servizi delle proprie regioni di appartenenza.

Il marchio andrebbe oltre le denominazioni di origine protetta o controllata, farebbe infatti riferimento non ai soli prodotti alimentari, ma anche ad altri prodotti qualitativamente superiori, ad esempio quelli relativi all’artigianato, oltre che ai servizi offerti nelle diverse regioni, con particolare riferimento al turismo.

Al momento, in Europa , non vi è alcun marchio dedicato a zone particolari in grado di permettere ai consumatori di identificare la qualità turistica di un servizio, come ha sottolineato il Parlamento Europeo.

Proprio il turismo potrebbe dunque rappresentare il settore per cui il marchio regionale potrebbe giocare un ruolo fondamentale nel promuovere l’Europa come una destinazione di alta qualità per i viaggiatori. Lo sviluppo territoriale e economico nelle aree rurali è uno dei punti principali della nuova Politica Comunitaria 2014-2020, che infatti fissa nuove misure rivolte agli Stati membri per supportare la produzione di cibo di qualità superiore e per migliorare la collaborazione tra gli operatori locali, così da promuovere al meglio l’alta qualità di beni e servizi.

Gli Stati appartenenti all’Unione Europea potrebbero e dovrebbero sfruttare al meglio tali opportunità, in attesa del lancio di un vero e proprio marchio che attesti la qualità regionale.

(fonte: CCPB Newsletter – Giuseppe Maio – Ufficio Controllo e Certificazione di Prodotto CCPB)

 

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