In Spagna un nuovo modello di auto urbana

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L’innovazione e l’attenzione all’ambiente stanno – fortunatamente – trasformando il mondo dell’automobile.

Un grande costruttore come Renault ha realizzato a Tangeri, nel nord del Marocco, a due passi dallo stretto di Gibilterra, il primo stabilimento automobilistico al mondo a emissioni di carbonio zero. L’inaugurazione è avvenuta giovedì 9 febbraio.

Lo stabilimento sarà a pieno regime tra il 2013 e il 2015 quando impiegherà seimila tra operai e tecnici marocchini e produrrà 170 mila vetture Dacia, la marca low cost del costruttore francese. Ma già in primavera, per il mercato francese, usciranno dalla produzione di Tangeri le prime auto della serie monovolume Lodgy.

Una novità ancora più interessante è quella dell’auto urbana basca Hiriki, un prototipo presentato pubblicamente qualche giorno fa in Spagna con ospite d’onore il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso che ha definito questa piccola vettura da città ‘una rappresentazione perfetta del modello di sviluppo dell’Europa comunitaria’.

La curiosità maggiore è che nel progetto Hiriki non c’è, per il momento, nessuna casa automobilistica: il pannello dei promotori è costituito principalmente da Afypaida, un consorzio di imprese che puntano sull’innovazione, e da Denokinn (Centro Basco per l’Innovazione) con il contributo tecnico di istituti di ricerca internazionali.

Un altro aspetto assolutamente rilevante è il nuovo concetto di distribuzione legato all’originalità della vettura. Paragonabile per dimensioni alla Smart, la Hiriki non è infatti solo un’auto elettrica (e la prima auto al mondo completamente elettronica) ma sarà destinata ad integrare il parco-automobili delle collettività ovvero enti, istituzioni, associazioni per la mobilità urbana dei loro addetti.

I promotori hanno infatti stretto un’alleanza con alcune città europee che hanno già accettato di considerare Hiriki un buon investimento.

Così, a quanto pare già a partire dal 2013, vedremo Hiriki in circolazione a Malmo (Svezia), Berlino e Barcellona. Nessuna città italiana, per ora, è stata coinvolta nel progetto.

I dirigenti di Afypaida parlano di Hiriki come di ‘un nuovo concetto di mobilità urbana, una nuova forma di intendere la relazione tra città, cittadini e veicoli’. E aggiungono: ‘Il progetto nasce dall’inquietudine, dalla necessità di portare una soluzione innovativa alla mobilità nelle nuove città ovvero nelle città più sostenibili, più sociali e più intelligenti’. Per le case automobilistiche è un segnale forte al cambiamento. (A.F.) 

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