In Romania più biologico ma meno aiuti

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In Romania il numero di agricoltori passati al biologico è aumentato di quasi 2 volte e mezzo nel 2012. Merito soprattutto degli aiuti statali a sostegno delle conversioni, iniziate in massa già due anni fa, anche se il futuro resta appeso ai tagli del bilancio rumeno.

Proprio per questo, la Romania è stata selezionata come Paese dell’anno al Biofach 2013 di Norimberga, la più grande manifestazione mondiale dedicata al biologico.

L’annata migliore per l’agricoltura biologica rumena è stata il 2010, cioè quando i contadini hanno iniziato a ricevere un sostegno finanziario pubblico per la conversione delle fattorie dalla coltivazione convenzionale a quella con certificazione biologica. Il loro numero è, infatti, aumentato solo quell’anno di oltre 3mila, passando da 10mila nel 2011 a più di 24 mila quest’anno.

A dichiararlo, su un portale d’informazione locale, è Marian Cioceanu, presidente della Bio Romania Association, ovvero l’associazione che si dedica alla promozione e sviluppo dell’agricoltura biologica nel Paese.

La superficie dei terreni agricoli certificati biologici è passata dai circa 17mila ettari nel 2000 a più di 350mila ettari di oggi e, secondo stime non ufficiali, i rumeni hanno speso tra i 50 e gli 80 milioni di euro in prodotti biologici nel 2012, con una domanda in continuo aumento.

Tuttavia, la maggior parte del consumo locale è coperto dalle importazioni di prodotti lavorati, mentre la Romania esporta soprattutto materie prime biologiche, come frutta e cereali: in particolare avrebbe esportato materie prime biologiche per un valore di 150-200 milioni di euro. Volumi che si attendono in diminuzione per quest’anno, a seguito della recente siccità, ma con un aumento dei prezzi che dovrebbe mantenere stabili i ricavi.

Un settore che registra, quindi, un sorprendente exploit, proprio mentre avviene un notevole decremento degli aiuti pubblici rispetto a quanto fissato nel bilancio dello scorso anno. Da qui le preoccupazioni di uno stop improvviso a un fenomeno di sviluppo appena cominciato, preoccupazioni esplicitate da Cioceanu: ‘Gli agricoltori locali dovevano ricevere 1.500 euro per azienda nel 2011, ma ne sono stati effettivamente conferiti solo 213, mentre la sola certificazione biologica costa più di 250 euro l’anno. Ci auguriamo che il Ministero prenda in considerazione la situazione’.

(Fonte: Organic Market- Bioagricoltura Notizie) 

 

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