Il Poderaccio: Bio significa biodiversità, fertilità del suolo e valore

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Un’Azienda Agricola Biologica, in provincia di Firenze, dove riposare, apprezzare un’esperienza gastronomica e… imparare. Fertilità, sostenibilità, biodiversità, multifunzionalità. Valori con cui Francesca Bellacci, titolare dell’azienda agricola biologica Poderaccio, ha risposto ad un richiamo fortissimo, quello della Terra. Un richiamo che “comporta lavoro stancante ma che ti regala una gioia immensa”.

Il Poderaccio, immerso nelle colline tra il Chianti e il Valdarno Superiore, si estende su una superficie di 35 ettari di boschi, prati, olivete, vigneti e un grande orto. La bioagriosteria del Poderaccio offre, invece, un’esperienza gastronomica “di cucina contadina, biologica e di filiera cortissima in un fienile costruito in bioedilizia circondato da olivi centenari”, grazie al lavoro di squadra di una contadina, un boscaiolo e un’agrichef.

“Costituisco l’azienda agricola nel 2009 e da quel momento senza nessun background rurale, ma solo spinta da una gran voglia di lavorare all’aria aperta e portare il mondo a conoscere la mia terra, comincia l’Avventura: la gestione e il lavoro nell’azienda agrituristica”, racconta Francesca che descrive Il Poderaccio come il frutto di un radicale cambio di vita concepito nel corso della sua vita. “Da quando ho messo le mani nella terra, la terra mi ha chiamato e io non l’ho più lasciata”, spiega Francesca.

Così, “dopo avere per anni cercato di cambiare il mondo”, viaggiando, Francesca ha scelto di mettere radici e ha capito che la vera rivoluzione è fare agricoltura sana, coltivare un pezzo di terra nel suo pieno rispetto, e offrendo la possibilità a chi le fa visita, di condividere un “lusso supremo”, quello delle cose semplici. “Prendersi cura di un pezzo di terra rappresenta per me un atto di amore per ciò che mi circonda: il suolo, l’acqua, le piante, gli animali, le persone; riassume tutto quello che ho sempre cercato nella mia vita fino ad oggi e rappresenta l’essenzialità allo stesso tempo”, spiega.

La passione e la tenacia che hanno caratterizzato il percorso di Francesca sono state corroborate poi da validi collaboratori: Francesco, Betty e infine Alessandro.

E il biologico? Come si inserisce in questa realtà? “Da quando ho costituito l’azienda agricola, la stessa è stata iscritta al biologico, ovviamente per i necessari anni di attesa i prodotti sono stati certificati ufficialmente nel 2012”. Per l’azienda agricola biologica Poderaccio la certificazione ha un grande significato: “avere un riconoscimento ufficiale dei criteri agronomici in cui crediamo cioè mantenere e possibilmente accrescere la fertilità del suolo, esaltare la biodiversità, valido strumento contro il cambiamento climatico, non usare fitofarmaci o OGM, coltivare senza impoverire il terreno per non sottrarre nulla alle future generazioni”.

Questa filosofia aziendale si applica anche alle altre attività che Francesca realizza. L’azienda agrituristica utilizza, fatta eccezione solo per il gas che alimenta i fornelli di casa, esclusivamente risorse energetiche rinnovabili: legna dalle nostre foreste per il riscaldamento durante l’inverno, pannelli fotovoltaici per l’energia, pannelli solari per l’acqua calda sanitaria in primavera estate.

Ma parliamo dei 100 “frutti” biologici di quest’azienda: il Poderaccio produce principalmente olio extra vergine di oliva, frutta e verdura di stagione, conserve prodotte dalle eccedenze di produzione.


Il percorso intrapreso da Francesca ha permesso un ampliamento che ha reso Il Poderaccio un’azienda multifunzionale: “così, parallelamente alle produzioni agricole, abbiamo aperto all’ospitalità ristrutturando la colonica in bioedilizia, abbiamo aperto la fattoria didattica per fare educazione ambientale e alimentare a bambini e ragazzi, abbiamo ricostruito in legno un vecchio fienile trasformandolo in una Casaclima con classificazione “Nature classe A” per avere uno spazio da dedicare alle degustazioni dei nostri prodotti e della nostra cucina di filiera cortissima”.

Per quanto riguarda i progetti in cantiere, Francesca ha realizzato un secondo orto e, in collaborazione con esperti, “abbiamo intenzione di rafforzare la parte didattica e prestarci a diffondere il più possibile l’importanza di coltivare in modo sano e sostenibile”. A questo proposito Francesca organizza periodicamente corsi di agricoltura intensivi, teorici e pratici di breve durata per chi volesse cominciare a produrre cibo sano da un piccolo pezzo di terra.

Stefania Tessari

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