Il Bio-distretto Marche all’Expo di Dubai: siamo modello unico

Expo Dubai: Distretto Bio Marche

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“Siamo il più grande distretto biologico d’Europa, e ci presentiamo in anteprima mondiale a Expo Dubai come un modello unico e diversificato di agricoltura biologica”. Con queste parole, Giovanni Battista Girolomoni ha presentato al Padiglione Italia di Expo 2020 Dubai il Distretto Biologico Marche, in occasione del Regional Day dedicato alle Marche all’esposizione universale.

Il distretto riunisce 2.100 imprese con un valore di fatturato di 100 milioni. “Abbiamo creato per primi in Europa un distretto biologico regionale della dimensione di quasi 100 mila ettari“, ha detto Girolomoni, presidente del distretto. “Nel mercato del biologico – ha aggiunto – la concorrenza oggi è molto forte e quindi bisogna distinguersi, differenziarsi e far sapere che il biologico della nostra Regione è unico in termini di qualità, sostenibilità e garanzie”.

“Le Marche hanno una percentuale di superficie agricola utile biologica più alta di tutte le altre Regioni in proporzione rispetto alla superficie generale” e questo distretto “è il frutto di tanti sacrifici delle persone che hanno creduto e fatto la biodiversità”, ha detto il vicepresidente della Regione Marche, Mirco Carloni. “L’impegno che noi ci siamo posti davanti è quello di creare una massa critica significativa anche dal punto di vista internazionale. Non è una cosa semplice e immediata”, ma “è il nostro sogno perché crediamo in un biologico dove le Marche si distinguono, inventandoci qualcosa che produca valore aggiunto. La nostra idea è sfruttare la vetrina di Dubai per presentare il distretto”.

“Abbiamo fatto una operazione di aggregazione di imprese, grandi come Fileni ma anche piccole realtà. Questo ci caratterizza: grande qualità di produzione pensando al futuro. Grazie ad Expo, parte questa opportunità che poi diventerà un progetto di distretto del cibo, che noi presenteremo per il Recovery Fund quando uscirà il bando. Il nostro obiettivo non è un gesto di vanità ma creare un vantaggio competitivo per i nostri agricoltori attraverso la percezione del consumatore, facendogli capire che un prodotto bio fatto nelle Marche ha maggiore valore”.

Fonte: ANSA

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