ICEA sulla mega truffa: ‘Responsabilità di singoli non gettino fango sul settore’

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Sulla maxifrode bio scoperta a Verona interviene l’Istituto Certificazione Etica e Ambientale, che ha anche adottato un proprio codice di misure antifrode.“Da mesi stiamo collaborando all’inchiesta della GdF veronese sulla maxifrode del biologico. Stanno emergendo responsabilità individuali, legate all’import: mele marce che non possono gettare fango sull’intero sistema, composto da migliaia di agricoltori, imprese e tecnici controllori che vi lavorano ogni giorno con professionalità e onestà. In questo quadro, diventano anch’essi vittime”. Questo il commento del presidente di Icea – Istituto Certificazione Etica e Ambientale, Nino Paparella a poche ore dalla notizia dell’operazione ‘Gatto con gli Stivali’, che ha portato al sequestro di 2.500 tonnellate di merce (frumento, favino, soia, farine e frutta fresca) spacciata per biologica e a sei arresti tra la città veneta e Ferrara, Pesaro Urbino e Foggia.Icea, intanto, appoggia Federbio, l’organismo di rappresentanza del settore, nell’annuncio di volersi costituire parte civile nel processo.

‘Un segnale chiaro – prosegue Paparella – soprattutto per i consumatori. Certo, l’intero sistema di controllo (che comprende Ministero, ente di accreditamento e organismi di controllo) rivela ancora falle, in particolare per casi come questo, legato a prodotti di importazione; e ormai tutto il mondo bio preme per una sua maggiore efficacia. Anche noi da tempo spingiamo in questo senso: ad esempio pubblicando online in tempo reale i risultati dei nostri controlli e le certificazioni, o adottando un nostro codice di misure antifrode sempre più stringenti (online su www.icea.info)”. Resta il fatto che “paradossalmente – conclude il presidente – proprio questo tipo di inchieste confermano come nel complesso la fisiologia del sistema bio italiano sia in grado di rilevare la patologia, estirpare le cause e puntare a reagire efficacemente’.

Ufficio stampa ICEA


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