I tappi dei brindisi si riciclano. Con Rilegno

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Si può iniziare a pensare a come diventare migliori nel 2013 già durante i brindisi natalizi, riciclando, per esempio, i tappi di sughero delle bottiglie di spumante che assaporiamo a tavola, durante pranzi e cenoni. Ogni anno solo in Italia vengono utilizzate sette tonnellate di tappi di sughero, il 15% di questi solo nel periodo delle feste, soprattutto il Capodanno. Un progetto, chiamato ‘Tappoachi?’, lanciato dal consorzio Rilegno, prevede il riciclo dei tappi di sughero. Quale occasione migliore, se non le feste, per lanciare questa iniziativa? E’ il periodo in cui si stappano più bottiglie, il sughero è un materiale completamente naturale, che può essere riusato nei settori più svariati, dall’edilizia alle calzature, e riciclato separatamente.

La regione più attiva sotto questo punto di vista, è il Piemonte. Nella provincia di Cuneo si trova la cooperativa Artimestieri di Boves, unico impianto a livello nazionale autorizzato al trattamento dei rifiuti di sughero, che dà lavoro a persone diversamente abili.

Marco Gasperoni, direttore di Rilegno, ci fa sapere: ‘L’imballaggio di legno è da sempre il più nobile dei contenitori, ed è anche quello che ha il minore impatto ambientale in termini di inquinamento. Il suo recupero è importante, e dà sostegno all’industria produttiva italiana. Anche il sughero, corteccia delle querce, è una materia duttile e preziosa, riciclabile al 100%. Per questo suo importante valore negli ultimi anni abbiamo dato vita a ‘Tappoachi?’, un progetto che ci ha consentito di aggiungere un nuovo tassello nel più grande mosaico della raccolta e del riciclo del legno. Grazie a Rilegno, infatti, ogni anno su tutta la Penisola circa 1 milione e 800 mila tonnellate di rifiuti di legno evitano la discarica: è in questo modo che il legno si trasforma da rifiuto in risorsa’.

Rilegno ha sede a Cesenatico. Fa parte del sistema Conai – Consorzio Nazionale Imballaggi – e ha il compito di raggiungere gli obiettivi fissati per legge per il recupero complessivo degli imballaggi legnosi. Grazie agli accordi stretti con ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Rilegno coordina anche la raccolta di altri rifiuti in legno provenienti dal circuito cittadino (porte, infissi, mobili…). Con 2.200 consorziati, Rilegno ‘salva’ il legno e lo avvia al recupero. Il sistema , ormai rodato da oltre 10 anni, si basa su una rete di convenzioni con Comuni, aziende,  soggetti pubblici e privati per organizzare il ritiro del legno in maniera capillare sul territorio nazionale. Le aziende che utilizzano imballaggi in legno, i Comuni, i gestori dei servizi di igiene urbana e i raccoglitori  privati conferiscono i rifiuti presso le piattaforme convenzionate (oltre 350 in tutta Italia), che a loro volta garantiscono l’avvio al recupero grazie al coordinamento di Rilegno. Il numero di accordi stretti da Rilegno con i Comuni in tutta Italia è pari a 325 convenzioni, 4.713 Comuni coperti, oltre 41 milioni di abitanti serviti, ovvero il 70% della popolazione italiana. E questi dati migliorano di anno in anno.

COSA DIFFERENZIARE

Per le strade non ci sono i cassonetti con la scritta legno, come avviene per gli altri materiali, perché esistono metodi più funzionali ed efficaci per la raccoltadifferenziata dei rifiuti di imballaggio di legno (spesso molto voluminosi). Gli scarti di legno leggeri del circuito domestico e gli imballaggi che avvolgono

alcuni formaggi possono essere raccolti separatamente con la frazione organica. Gli imballaggi di maggiori  dimensioni (pallet, cassette per l’ortofrutta, imballaggi industriali) e i rifiuti ingombranti come mobili usati, armadi, sedie, tavoli rotti ecc. possono essere consegnati ai Centri di raccolta differenziata o alle stazioni ecologiche. In alternativa si può concordare con l’azienda municipalizzata di igiene ambientale la modalità di ritiro porta a porta. In ogni caso, nessun pezzo di legno è da buttare perché tutto il legno può essere riciclato.

I PRODOTTI DEL RICICLO

I rifiuti legnosi stoccati in piattaforme di conferimento e ridotti di volume, vengono trasportati alle industrie del riciclo, dove il legno, pulito e ridotto in piccole schegge, diventa rinnovata materia prima per il circuito produttivo industriale per la realizzazione del protopannello che, pressato a freddo e a caldo, dà origine a pannelli di legno di varie misure che vengono impiegati per la costruzione di mobili e rivestimenti interni ed esterni. I rifiuti di legno possono essere anche impiegati in cartiera per la produzione di pasta cellulosica, per la produzione di blocchi di legno-cemento per la bioediliza o nei centri di trattamento della frazione organica dei rifiuti (compostaggio).  Anche il sughero che proviene dal circuito dei rifiuti viene trasformato per essere usato prevalentemente come granulato per la realizzazione di pannelli isolanti per la bioedilizia.  (più info: www.rilegno.itinfo@rilegno.org)

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