Salvo Laudani (Freshfel): “Ecco quali sono i problemi del bio”

Salvo Laudani Freshfel (1)

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Sul biologico c’è stato un vizio di fondo da parte dei regolatori europei, “voler creare per decreto un mercato che fosse al 25% dei suoli impiegati in agricoltura, e quale è stata la conseguenza? Oggi siamo al 6%? E chi ha investito, spendendo un sacco di soldi, per passare al bio dal convenzionale e non riesce a vendere il prodotto al giusto valore e lo deve dequalificare a livello del convenzionale. Che gli diciamo? Non si fa così!”. É questo il pensiero di Salvo Laudani, presidente di Freshfel, associazione europea che rappresenta l’intera filiera ortofrutticola, intervistato da GreenPlanet a margine di Fruit Logistica a Berlino.

– Presidente, quali sono i maggiori problemi riguardanti i consumi bio?

Il bio costa di più, inevitabile allora che per le molte famiglie che hanno stretto la cinghia e a cui l’inflazione ha ridotto il potere di acquisto, il messaggio del bio diventi difficile da attuare. Poi ci sono altri problemi, ridurre o azzerare gli agrofarmaci in post raccolta, per dire al consumatore che può comprare un prodotto con buccia edibile, è chiaro che diventa una limitazione per il bio, ci sono conseguenze anche legate a un’ evoluzione del mercato. Non so se di questo si poteva tenere conto prima. Ripeto, i mercati per decreto non si possono fare, quello che si deve fare è accompagnarli in percorsi virtuosi di crescita, invece in questo caso c’è stata una sorta di imposizione che alla fine ha prodotto un boomerang”.

– Si può invertire la rotta?

“Difficile dirlo, non la vedo semplice, nel breve termine certamente no”.

– In Europa, com’ è lo scenario del biologico?

“In linea di massima in sofferenza rispetto agli obiettivi che si erano fissati. L’Italia era uno dei campioni, poi ha frenato, il problema è globale, fare riprendere quota al bio non è facile però va fatto”.

– Magari con una migliore comunicazione?

“Sì, ancora c’è una certa diffidenza nei consumatori, bisognerebbe far capire quali sono i punti di differenza tra la gestione di un frutteto bio e uno convenzionale”.

Cristina Latessa
FuitLogistica 2024 – Berlino

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