Gran Bretagna più vicina agli OGM

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‘La Gran Bretagna dovrebbe sfruttare i benefici offerti dalle colture geneticamente modificate e spingere altri paesi dell’Unione Europea ad abbandonare il loro atteggiamento critico nei confronti degli OGM’, si legge in un discorso che il segretario all’Ambiente ha pronunciato giovedì scorso a Londra.

Nella dichiarazione governativa a favore degli alimenti geneticamente modificati, Owen Paterson ha incrementato gli sforzi inglesi tesi a convertire il resto dell’Europa ai meriti della controversa tecnologia, scandendo quelli che sono i suoi effetti benefici per i produttori agricoli, i consumatori e l’ambiente.

 

Paterson ha ribattutto che le modificazioni genetiche possono proteggere o aumentare il rendimento dei raccolti, ridurre l’impatto di malattie e di condizioni meteorologiche imprevedibili e consentire ai produttori agricoli di utilizzare minori quantità di fertilizzanti e di altri composti chimici.

Secondo il segretario all’Ambiente, il governo non dovrebbe aver paura di sostenere davanti all’opinione pubblica quelli che sono i benefici degli OGM per la catena alimentare. Paterson ha criticato, inoltre, la "burocrazia" dell’Unione Europea, per aver bloccato, in modo persistente, lo sviluppo delle colture geneticamente modificate.

Le modificazioni genetiche sono viste da alcuni come fondamentali per far fronte alla rapida crescita della popolazione mondiale, che dovrebbe raggiungere quota nove miliardi di abitanti entro il 2050. Ma vi è ancora una diffusa ostilità da parte di alcuni ambientalisti verso i cosiddetti alimenti di Frankenstein.

Paterson ha detto di essere consapevole delle opinioni dei critici che necessitano di "rassicurazioni" sulla questione. "Riconosco che tutti noi – governo, industria, comunità scientifica e altri – abbiamo il dovere di rassicurare l’opinione pubblica inglese che gli OGM rappresentino un’innovazione sicura, comprovata ed estremamente vantaggiosa". Ma, sostiene, gli alimenti geneticamente modificati potrebbero far sì’ che la terra sia coltivata in modo più efficiente.

Le sue affermazioni fanno eco a un recente intervento di David Willetts, ministro della Scienza, che ha dichiarato che l’Unione Europea dovrebbe allentare le restrizioni sugli alimenti geneticamente modificati, per evitare di ‘diventare un museo del XX secolo’. La Gran Bretagna si trova a dover affrontare una dura resistenza da parte di alcuni Paesi europei, come Francia e Austria. Bruxelles ha finora approvato solo due prodotti geneticamente modificati, coltivati all’interno dell’Unione Europea e destinati al consumo umano, contrariamente agli Stati Uniti e a molte altri parti del mondo.

Il ministro Tory gode del sostegno dei partner della coalizione liberaldemocratica per il suo spostamento verso una posizione ancora più favorevole agli OGM – soggetta ad alcune preoccupazioni circa l’etichettatura e la possibilità di una contaminazione incrociata.

Famosi scienziati hanno accolto con estremo entusiasmo le sue dichiarazioni.

Maurice Moloney, amministratore delegato della Rothamsted Research – che, di recente, si è vista approvare dal Governo la sperimentazione sul campo del frumento geneticamente modificato – ha affermato: ‘Siamo molto felici di vedere una leadership chiara su questa questione, da parte di Paterson’.

‘L’iniziativa del Governo riporta la Gran Bretagna in una posizione leader in Europa ed è destinata a promuovere un approccio razionale verso l’adozione di tecnologie che i nostri produttori agricoli vogliono e di cui hanno bisogno per mantenere la loro competitività all’interno del settore agricolo mondiale’, ha detto Moloney.

A contrastare le assurde dichiarazioni inglesi, il gruppo ambientalista Friends of the Earth che ha dichiarato: ‘I ministri devono sostenere, quanto prima, un approccio diverso verso l’alimentazione e l’agricoltura, in grado di offrire soluzioni realmente sostenibili, piuttosto che vendere la pozione miracolosa rappresentata dagli OGM’.

Gli organismi geneticamente modificati rappresentano un tema chiave degli attuali colloqui su un accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, con i politici statunitensi che chiedono la liberalizzazione come parte dell’accordo – nonostante l’ostilità della Commissione Europea. Nel 2010, la commissione ha proposto di ridare agli Stati membri la competenza sull’approvazione delle colture geneticamente modificate. Questa proposta è stata abbandonata lo scorso anno, in conseguenza della ferma opposizione di alcuni Paesi, come la Germania e la Francia, ma i sostenitori degli OGM sperano che la Germania possa cambiare la sua posizione, qualora Angela Merkel dovesse vincere le elezioni federali, in programma a settembre.

(Fonte: Financial Times, Agrapress, Bioagricoltura Notizie)

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