European Organic Congress: il futuro del settore e l’intervista a Cuoco di IFOAM

Eduardo Cuoco - IFOAM

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Si è appena concluso a Cordoba il congresso europeo di IFOAM Organics Europe 2023, a colloquio con Eduardo Cuoco, direttore di IFOAM Organics Europe, discutiamo quali sono stati i temi più salienti emersi.

“Lo European Organic Congress appena conclusosi è stato un successo. Ritengo che i take-away principali possano essere i seguenti:

  • In molti Paesi si stanno svolgendo elezioni, il clima politico sta cambiando insieme a quello del nostro pianeta e alle altre crisi che stiamo affrontando. In queste circostanze è importante ricordare che il biologico offre una soluzione sistemica ai problemi ambientali, risolvendone molti contemporaneamente, offrendosi come strumento trasversale alle preferenze politiche.
  • Il nostro panel sulle tecniche di selezione vegetale ha sottolineato come la resilienza derivi da un sistema agroalimentare sano e diversificato, non dai singoli tratti genetici. Le affermazioni di sostenibilità delle nuove tecniche genomiche (nuovi OGM) sono ancora solo promesse ipotetiche e comportano rischi di maggiore resistenza ai pesticidi, perdita di biodiversità e ondate di brevetti, rendendo sempre più difficile l’accesso ai semi da parte di coltivatori e selezionatori. La selezione biologica utilizza ciò che è disponibile in natura e rende più resilienti le varietà esistenti (e l’ecosistema). La legislazione comunitaria deve tutelare la produzione biologica e senza OGM dalla contaminazione, attraverso la tracciabilità obbligatoria lungo tutta la filiera e l’etichettatura per i consumatori. Questi sono gli unici strumenti a nostra disposizione per ipotizzare una reale “coesistenza”.
  • Durante la nostra sessione sul rinnovo generazionale, figli di pionieri del biologico hanno parlato di come siano cresciuti avendo a cuore i principi del biologico e hanno sottolineato l’importanza di impegnarsi a condividere questi principi attraverso le generazioni.
  • Ci sono molte opportunità per far crescere la domanda e l’offerta biologica. I governi a tutti i livelli possono incoraggiare gli appalti pubblici sostenibili (il famoso Sustainable Public Procurement). Ciò presenta molti vantaggi per coloro che preparano il cibo e per noi che lo mangiamo (oltre alla resilienza dell’ecosistema). Il settore biologico può utilizzare le politiche di promozione dell’UE per aumentare la visibilità dei prodotti biologici europei”.

Dopo questo congresso e per le informazioni di cui è a conoscenza, si considera ottimista sul futuro del Biologico in Europa? Riusciremo a raggiungere gli obiettivi posti dalla strategia Farm to Fork? 

Il movimento del Biologico ha le idee molto chiare sugli obiettivi da raggiungere ed è determinato a lasciare il pianeta in condizioni migliori per le generazioni future. L’agricoltura biologica e l’obiettivo del 25% di superficie agricola gestita in biologico entro al 2030 sono uno strumento per trasformare il sistema alimentare, attraverso meno pesticidi, più biodiversità, migliore qualità del suolo e stoccaggio idrico, maggiore salute per le persone ed equità sociale lungo l’intera filiera.

Non sarà un percorso facile, ma sono convinto che ci siano elementi per cui vale la pena essere ottimisti: la forza di volontà del settore, solide basi scientifiche che ci dicono che il biologico è parte della soluzione, la ricerca che fornisce strumenti per migliorare sempre di più la nostra azione e la consapevolezza che solo un approccio olistico e sistemico, e non soluzioni tecnologiche rapide, possa aiutarci ad affrontare le complessità delle sfide ambientali, sociali ed economiche, che sono interconnesse tra di loro.

Io non so se gli obiettivi posti dalla strategia Farm to Fork saranno raggiunti, ma di sicuro gli operatori biologici e noi in IFOAM Organics Europe faremo tutto quanto in nostro potere affinché ciò possa avvenire.

Quali sono secondo la sua opinione le sfide più attuali e del prossimo futuro, più importati per il movimento biologico europeo?

Sono molte le sfide cruciali sulle quali stiamo lavorando in questo momento. Menzionandone solo alcune, direi l’ottenimento di un regolamento per l’utilizzo dei pesticidi (SUR – Sustainable Use of Pesticides Regulation) che non sfavorisca il biologico; assicurare tracciabilità e etichettatura per i prodotti derivanti da modificazione genetica per proteggere il settore dalle contaminazioni incrociate non desiderate e non minare la fiducia dei consumatori nei confronti del biologico; spingere per il raggiungimento dell’obiettivo di 25% delle terre agricole coltivate a biologico anche attraverso uno strumento potente quale gli appalti pubblici sostenibili.

Nell’agenda del prossimo anno di IFOAM Organics Europe, quali sono i punti di azione più rilevanti?

A parte le sfide già ampiamente menzionate, che sicuramente non si esauriranno a breve, penso che uno dei punti d’azione sul quale lavoreremo intensamente sarà il coinvolgimento delle nuove generazioni nel settore. L’anno prossimo infatti terremo la seconda edizione del nostro European Organic Youth Event (OEYE), evento di cui andiamo molto fieri e che consideriamo cruciale e che sarà organizzato proprio in Italia. Per affrontare il futuro, abbiamo bisogno di avere i giovani con noi!

Antonio Compagnoni
responsabile Relazioni Internazionali CSQA Biologico

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