Editoriale del 23.11.11: I piccoli passi di una rivoluzione reale

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Ogni settimana in Italia ci sono almeno cento iniziative di un certo livello riguardanti il biologico, l’eco-sostenibile, le energie rinnovabili, più una miriade di iniziative minori. Si muovono le aziende, annunciando nuovi prodotti, nuovi servizi imboccando la strada della green economy. Si muovono le associazioni; ne nascono di nuove attorno a un’idea, a una nuova bandiera che sventola e suscita entusiasmi.

C’è un forte movimento dal basso, sia nell’economia che nella società. Si sta creando davvero, spinto anche dalla crisi, un nuovo modello di sviluppo, spesso discutibile, aperto a molte variabili, come capita sempre in un processo evolutivo vero e nello stesso tempo così rapido.

A noi tutto questo piace e interessa più dell’ideologia verde intesa come un sistema di pensiero chiuso che vive spesso, ancora oggi, di affermazioni perentorie; piace e interessa molto di più dell’onda verde vissuta come moda. Le ideologie alla fine sono trappole, le mode effimere.

Ricordiamo quelle tre parole che circolano da almeno trent’anni, da quando furono il titolo di un libro che ebbe un successo mondiale: una sola terra, meglio: una sola Terra. Furono una scoperta, segnarono una consapevolezza.

Appunto, non abbiamo un’alternativa alla salvezza del pianeta che ci ospita dalle origini e che stavamo (e forse ancora stiamo) uccidendo. Su questa consapevolezza è meglio muovere miliardi di piccoli passi piuttosto che arroccarsi su posizioni di principio che, diciamola tutta, hanno segnato e indebolito dal di dentro il movimento del biologico, non dandogli quella rappresentanza forte che finalmente meriterebbe.

Antonio Felice

editor@greenplanet.net

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