Case di cosmetici ‘cruelty free’ per finta

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L’organizzazione no profit a sostegno dei diritti degli animali (PETA) avrebbe smascherato tre colossi della cosmetica che, per anni, si sarebbero finti cruelty free.

La notizia è rimbalzata su diversi giornali americani, tra cui l’Examiner che ha dedicato un articolo alla questione. Secondo quanto riportato dal giornale, i sospetti verso una delle marche di cosmetici più famose nel mondo, che aveva da sempre sostenuto e che si era sempre dichiarata contraria alle sperimentazioni sugli animali, sono partiti quando la società aveva iniziato a vendere i suoi prodotti in Cina.

I dubbi di PETA partivano dal fatto che in Cina non possono essere immessi nel mercato prodotti che non sono stati testati sugli animali. I rappresentanti dell’organizzazione si sono così recati dai grandi produttori a chiarire la questione.

L’azienda è la Revlon, un grosso nome del mercato della cosmetica, un nome che per decenni si è dichiarato marchio animal friendly. Questi sospetti sono nati nel 2012. Da allora, i rappresentanti di PETA hanno cercato di scavare a fondo. Alla fine, l’amministratore delegato di Revlon, Alan Ennis, ha ammesso che per i Paesi che richiedono test sugli animali ‘le regole vanno rispettate’.

Ma sembra che la Revlon non sia l’unica marca a vendere prodotti in Cina. In base alle ultimi indagini effettuate dalla stessa PETA, sembrerebbe che anche altri marchi come Avon e Mary Kay abbiano mentito ai propri clienti sulle politiche cruelty free adottate.

La PETA non solo ha invitato i clienti a ‘sabotare’ le aziende produttrici di cosmetici, ma che abbia anche pagato i tecnici dell’Institute for in Vitro Science per recarsi in Cina e insegnare delle tecniche di sperimentazione che andrebbero a sostituire quelle effettuate sugli animali. Se le accuse avanzate da PETA contro questi marchi venissero confermate appieno, sarebbe il segno di un comportamento scorretto nei confronti dei consumatori.

L’Examiner così conclude il suo articolo: ‘La sperimentazione animale è un processo durante il quale conigli, topi, scimmie e altri animali vengono bruciati, accecati e avvelenati. Ciò che questi animali subiscono, equivale a un vero e proprio film horror. Molti consumatori non vogliono acquistare un rossetto o un profumo che è stato creato a partire dalle torture inflitte a un animale indifeso. È ingiusto che Revlon e altre aziende di cosmetici siano disoneste con i consumatori che, quando fanno le loro scelte commerciali, meritano di conoscere tutti i fatti’.

(fonti diverse, a partire dal sito: www.peta.org) 

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