Carni Sostenibili: “La transizione ecologica ha bisogno della zootecnia”

Giuseppe Pulina

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“Il settore zootecnico  può essere parte integrante della transizione ecologica” ha detto Giuseppe Pulina, presidente di Carni Sostenibili intervenuto ieri al convegno “Nuova PAC, quale futuro per l’agroalimentare europeo?” l’evento organizzato da Eunews e Hub editoriale.

In UE  il 40% dell’intero comparto agroalimentare europeo è composto dal settore dell’allevamento per un valore di circa 170 miliardi di euro e impiega direttamente più di 4 milioni di persone. “Attenzione a imporre misure miopi – avverte Pulina –  in questa fase le politiche destinate a orientare il settore per il prossimo futuro, dalla PAC alla Farm to Fork, chiedono una riduzione degli input, ma senza tener conto che  in questo modo si riducono anche gli output” E continua il presidente: “Ad esempio si chiede a gran voce una riduzione dell’uso dei fertilizzanti chimici per andare verso un’agricoltura biologica, ma al tempo stesso si domanda di ridurre il numero degli animali allevati, e quindi di conseguenza si diminuisce la disponibilità del concime naturale: la coperta è corta, e ancora non esiste uno scenario che definisca come si possano sostituire questi prodotti”.

In gioco la sovranità alimentare del nostro continente che riducendo le proprie produzioni agroalimentari, così come richiesto, sarebbe sempre più esposto verso Paesi Terzi, ma non solo. A rischio anche la sicurezza alimentare dell’intero Pianeta. “L’Europa è uno dei maggiori produttori di cibo al mondo: se riduciamo la nostra produzione – aggiunge il presidente di Carni Sostenibili, associazione no profit per il consumo consapevole e la produzione sostenibile di carni e salumi – creiamo un disequilibrio in tutto il Pianeta, 22 milioni di persone rischiano di ridursi alla fame, se l’Europa riduce la produzione agroalimentare si destabilizza l’intero sistema globale”.

L’appello verso le istituzioni europee è alla riflessione: “Ci sia consapevolezza sulle conseguenze irrimediabili verso cui si va incontro se si sceglie di compiere questa rivoluzione verde senza includere la filiera zootecnica, ma anzi procedendo contro di essa”, dice ancora Pulina che conclude: “Il nostro settore è pronto a fare la sua parte, a migliorare i processi di sostenibilità delle filiere sostenendo la transizione ecologica, le aziende che inquinano di più sono anche le meno efficienti, importante quindi potenziare l’economia circolare come soluzione ai cambiamenti climatici in atto e nella gestione delle filiere e dei rifiuti/scarti”.

Fonte: Ufficio stampa Carni Sostenibili

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