Cambia proprietà il marchio Brio: ceduto il 51%

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E’ stata presentata nei giorni scorsi la nuova aggregazione produttiva e commerciale che darà forza al marchio Brio per una sua presenza ancora più significativa sul mercato dell’ortofrutta biologica. Nella proprietà di Brio è entrata la cooperativa faentina Agrintesa, insieme con la società commerciale Alegra e l’organizzazione di produttori Apo Conerpo.

‘Con questa operazione – ha dichiarato nell’occasione il presidente di Agrintesa, Raffaele Drei – la nostra cooperativa entra nel capitale di Brio con una quota del 39%, l’associazione Apo Conerpo con il 5% e la società Alegra con il 7%, mentre il rimanente 49% resta in mano alla cooperativa La Primavera – una delle realtà pioniere del biologico italiano e fondatrice, nel 1993, della stessa Brio – e ad altri soci minori’.

‘Dopo il riassetto delle quote – ha aggiunto – è previsto un aumento di capitale di 2,5 milioni di euro al fine di rafforzare la società’. Brio commercializza quasi 20 mila tonnellate di prodotti ortofrutticoli a cui si aggiungono 1.650 tonnellate di altre derrate alimentari, tutte rigorosamente biologiche.

Il fatturato 2013 ha sfiorato i 37 milioni di euro, con un incremento del 9% rispetto all’anno precedente, ed è stato realizzato per il 40% all’estero. Se si considerano anche le altre società del gruppo (Brio France, Biologica 2006, Terre del Sud, Brio Deutschland e BDL Trasporti), il volume d’affari sale a 50 milioni di euro (+6% sul 2012) e le quantità sfiorano le 25 mila tonnellate.

La ‘nuova’ Brio prende il via il prossimo 1° giugno con l’obiettivo di raddoppiare il proprio fatturato globale entro i prossimi 5 anni. “In quest’ottica di collaborazione a 360° – ha sottolineato Davide Vernocchi, presidente di APO Conerpo – la nuova partnership potrà garantire orizzonti produttivi e commerciali sul biologico più ampi e nuove opportunità di crescita per tutte le cooperative aderenti; siamo di fronte ad un progetto di aggregazione decisamente moderno ed ambizioso in grado di assicurare nuovo slancio all’intero sistema ortofrutticolo nazionale”.

“Agrintesa vanta una lunga tradizione nel biologico – ha rilevato il direttore generale Cristian Moretti – ma oltre ai numeri, peraltro significativi, va evidenziato il contributo che la nostra cooperativa può assicurare in termini di pianificazione industriale, vale a dire di qualificazione e programmazione delle produzioni, specializzazione e concentrazione delle lavorazioni, modernizzazione delle politiche di vendita, razionalizzazione e contenimento dei costi, flessibilità e innovazione della logistica, ricerca di nuove economie di scala; a tal fine specializzeremo ulteriormente gli stabilimenti di Gambettola (Forlì-Cesena) e Zevio (Verona)”.

“Con questa importante sinergia – ha affermato Gianni Amidei, consigliere delegato di Alegra – il mondo ortofrutticolo che fa capo al sistema Alegra/Agrintesa può consolidare significativamente la propria posizione, partendo dalle attuali 8.000 tonnellate (12 milioni di euro di fatturato) per salire all’attenzione del mercato nazionale ed internazionale quale prima realtà italiana dell’ortofrutta biologica con un’offerta complessiva di oltre 33 mila tonnellate”.

 

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