Biofach 2022: il Bio come risposta alla crisi climatica e geopolitica

Janusz Wojchiechowski

Condividi su:

Facebook
Twitter
LinkedIn

Dopo ventinove mesi di stop pandemico, ha riaperto ieri a Norimberga, la trentatreesima edizione di Biofach, la principale fiera mondiale dedicata al commercio del settore agroalimentare bio ed equo-solidale.

La ripartenza è stata in versione Summer Edition (normalmente il Biofach si svolge in febbraio) nonché ibrida, ossia con una parallela versione digitale supportata da un’App dedicata, che ha portato nel capoluogo tedesco – tra un ondata di Covid e l’altra – 2.276 espositori (inclusi i 176 di Vivaness), provenienti da 94 Paesi worldwide.

Oltre al punto della situazione del movimento Bio in Europa e nel mondo, il fil rouge di quest’anno è stata l’emergenza del cambio climatico, che è il primo punto all’ordine del giorno dell’agenda dei decisori politici a cui si risponde con la necessità di switchare verso un modello produttivo biologico. Non senza alcuni importanti gap normativi, ostacoli burocratici, logistici e, non da ultimo distributivi. Per lo meno fino ad ora.

Il tema della crisi climatica in atto, che ha fatto registrare a maggio, al Polo Nord, 40° sopra la media stagionale (diconsi 40 gradi!), ha portato nel trade show tedesco, i principali rappresentanti della filiera biologica, europea e mondiale e i decisori politici dell’Unione europea e dei suoi Stati membri.
“In questo periodo di grave crisi politica ed economica – ha detto ha affermato, nel corso della cerimonia inaugurale di Biofach e Vivaness, Janusz Wojchiechowski, Commissario europeo per l’Agricoltura presso la DG Agri della Commissione europea (nella foto di apertura)- la produzione biologica si conferma come una scelta giusta perché solo producendo in maniera sostenibile e rinunciando ad un agricoltura basata sulla dipendenza da combustibili fossili possiamo affrontare al meglio le sfide globali che abbiamo davanti. Il biologico, inoltre, rappresenta un importante contributo per la food safety non solo a livello europeo ma anche locale, creando risultati positivi per l’ambiente, per la società e l’economia rurale. Offre, infatti, nuove opportunità per tutti i produttori, per i lavoratori e per i trasformatori di prodotti organici. Grazie a questa crisi geopolitica abbiamo modo di vedere qual è il vero valore dell’agricoltura biologica. Un modo per essere indipendenti dai grandi fornitori di fertilizzanti e di altri input figli di un’economia non eco-friendly”.

Oggi la priorità ecologica deve fare i conti della serva e ammettere che, vuoi per la crisi congiunturale, vuoi per la corsa dei retailer tutti, in prima fila i discount, all’upgrade dell’assortimento verso il bio, il settore è entrato dal portone principale nelle logiche di mercato e nel vortice della pressione della leva prezzo che, come in tutti gli altri settori produttivi, schiaccia i produttori tra costi delle materie prime in forte aumento e distributori sempre più aggregati e meno legati alla filiera e alla filosofia del movimento bio.

Determinante, per la maggior parte degli stakeholder intervenuti, l’intervento pubblico tramite sovvenzioni agli agricoltori, sia per la conversione in bio che per la manutenzione, stante anche l’assottigliamento del differenziale di prezzo tra convenzionale e prodotto certificato che in alcuni casi paradossali, come quello del latte in Germania, hanno visto il prezzo del prodotto non certificato superare quello dell’organico.

“Dobbiamo agire presto. Il cambio climatico sta avvenendo proprio adesso – ha denunciato Tina Andres, Vorstandsvorsitzende, presidente dell’organizzazione di biologico tedesca Bund Ökologische Lebensmittelwirtschaft e.V. (BÖLW) (nella foto sopra a sinistra) -. Un sistema ecologico può e deve fornire risposte a questo genere di problemi ma stiamo ancora aspettando che vengano implementate le misure per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che l’Europa si è posta. E questo vale tanto più oggi che i prezzi dei prodotti salgono con l’inflazione e che i redditi agricoli si riducono. Questo rende ancor più urgente introdurre l’agricoltura biologica su larga scala”.

“Per più di 30 anni, Biofach ha proposto un sistema alimentare sostenibile – ha detto sempre all’opening, Cem Özdemir, ministro dell’agricoltura tedesco (nella foto sopra) -. Oggi l’approccio è cambiato perché questa è diventata una questione drastica, radicale. Siamo in una congiuntura economica il cui il tasso di inflazione supera il 7% e il settore dei trasporti sta esplodendo. Questa strada è la soluzione anche se la private label e, soprattutto, i discount devono iniziare a collaborare di più per la protezione dell’ambiente. L’obiettivo che si è dato la Germania è quello di fare crescere i consumi bio di un ulteriore 20% entro il 2025, anche attraverso l’uso di etichette che sappiano comunicare al consumatore e nuove regole per il consumo di cibo nei ristoranti. Abbiamo messo in conto anche sussidi finanziari agli agricoltori che dovranno sostenere i costi di transizione. Nel secondo pilastro della politica agricola comune la Germania potrà beneficiare di 740 milioni di euro per l’agricoltura biologica e di 175 milioni di euro per la strategia europea sulla biodiversità che potranno essere usati sia per riconvertire le aziende che per mantenere quelle già certificate. Il motto è: fondi pubblici per pubblici doveri”.

La dipendenza da più parti avanzata, su scala europea di sussidi pubblici, per affrontare l’insostenibililtà economica della riconversione ad un’economia bio, per lo meno in questa particolarmente negativa congiuntura economica, pone dei seri dubbi sulla sostenibilità economica di un tale sistema. Dubbi che possa reggersi sulle sue gambe e che, ancora, nessuno studio costi/benefici della strategia Farm to for, ha sciolto.
“Molte città tedesche – ha detto Marcus König, sindaco della città di Norimberga (nella foto accanto) – chiedono di spingere l’acceleratore sul valore aggiunto del bio e di dividerlo tra le varie regioni della Repubblica federale, usando tutti i possibili canali, come ad esempio quello delle mense e del public procurement in generale”.

Mariangela Latella
maralate@gmail.com

 

Seguici sui social

Notizie da GreenPlanet

news correlate

INSERISCI IL TUO INDIRIZZO EMAIL E RESTA AGGIORNATO CON LE ULTIME NOVITÀ