La Basilicata che sorprende. BioAgrimar: l’approccio digitale per consumatori consapevoli

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“Biologico è sinonimo di garanzia. I prodotti bio non sono necessariamente migliori di quelli che non lo sono ma rispettano dei requisiti di produzione”. Inizia così l’intervista a Vincenzo Marottoli, ventinovenne lucano, titolare di BioAgrimar, azienda dedita a coltivazioni e allevamenti biologici dell’area nord di Basilicata, precisamente a Genzano di Lucania in provincia di Potenza. “Dopo i miei studi a Milano e la mia laurea in Economia, ho deciso di dare valore al mio territorio e alla sostenibilità dell’agricoltura con un approccio diverso rispetto al passato grazie alle competenze gestionali e digitali acquisite”. Ha proseguito il giovane produttore aprendo le porte della sua realtà a Greenplanet, imbracciando un costone di prosciutto con alle spalle un packaging d’eccezione per gli insaccati.

“La nostra azienda è interamente certificata in biologico dal 2007 e ad oggi mi sento di dire che svolge anche una funzione sociale ed etica, di vero e proprio rispetto verso il territorio. La Basilicata è una terra bellissima e in gran parte ancora incontaminata, come azienda agricola abbiamo il dovere di preservarla e di porre tutte le condizioni essenziali affinché il futuro sia sempre più green e sostenibile per le generazioni future. Le nostre produzioni che al momento riguardano cereali, oli, e salumi rispettano i regolari cicli di produzione e non hanno compromessi. Non forziamo mai la natura ma le lasciamo fare sempre il suo corso. Solo in questi modo si possono ottenere prodotti genuini e naturali.
Le idee sono tante, i progetti in cantiere lo stesso. Sicuramente un prodotto che valorizzeremo al massimo nei prossimi anni sarò il nostro olio. Abbiamo un oliveto con circa 3.500 piante di ulivo e in cantiere un nuovo impianto di altre 4.000 piante.

Abbiamo un frantoio in azienda dal 2107 a nostra completa disposizione e che lavora solo ed esclusivamente per le nostre produzioni. Il nostro olio da quest’anno oltre che essere certificato in BIO è anche un IGP lucano. Come per i salumi, anche per l’olio curiamo tutto il processo di filiera, dalla raccolta alla distribuzione. Quello che ci piacerebbe fare è avvicinare quanto più possibile i consumatori alle produzioni certificate e al consumo consapevole di prodotti agricoli locali”.

Chiederei di quantificare l’impegno nel bio: quanto rappresenta sul totale del fatturato?
“L’andamento della domanda è altalenante. Sicuramente le difficoltà del mondo della ristorazione hanno avuto degli effetti negativi sui produttori e su tutta la filiera alimentare. Abbiamo sempre lavorato molto con il mondo della ristorazione e nell’ultimo anno per forza di cose ci siamo dovuti adeguare. Abbiamo potenziato la nostra offerta B2C sia sul nostro e-commerce che nella nostra rete di distribuzione. L’implementazione di una piattaforma e-commerce è stata da subito una nostra prerogativa. Abbiamo provveduto all’implementazione sin dal lancio del nostro sito nel 2017. È stato fondamentale per noi sin da subito creare un canale diretto con i nostri clienti. La digitalizzazione e nello specifico l’e-commerce sono oggi uno strumento fondamentale per le azienda poiché riescono a dare visibilità al proprio lavoro nel mondo. Sono una sorta di biglietto da visita e un elemento fondamentale per comunicare al meglio ciò che si fa, dove lo si fa e come lo si fa. Nell’ultimo anno abbiamo avuto una crescita del 70% degli ordini rispetto agli anni precedenti. Siamo molto soddisfatti ma investiremo ancora in digitalizzazione. È già in cantiere un potenziamento del sito, della piattaforma e-commerce e un aggiornamento di tutte le nostre attività web e social. I consumatori di prodotti certificati BIO sono in costante aumento, c’è molta attenzione alla tracciabilità dei prodotti e la domanda è in forte crescita. Il nostro target di clientela è di consumatori informati e consapevoli che danno molta attenzione a tutte le fasi di lavorazione delle nostre produzioni. A mio parere la crescita della domanda di BIO sarà costante per i prossimi anni. Mi auguro solo che ci sia una tutela maggiore per le aziende realmente certificate come la nostra che quotidianamente investono nei temi dell’allevamento etico, della sostenibilità, dell’attenzione all’ambiente e del benessere degli animali. Il BIO non deve essere una moda, il BIO è un punto di vista, un elemento che contraddistingue un’azienda e che da maggiore garanzia al consumatore”.

Il “maialino nero” di Basilicata. L’allevamento biologico più cliccato nella categoria. Siamo curiosi. Può raccontarcelo in ottica di sostenibilità e scala di produzione?
“Tutti i nostri salumi sono di Maiale Nero Lucano allevato allo stato brado in un bosco di nostra proprietà di circa 45 ettari a Cancellara. Al momento in azienda si contano 450 capi. Ciascuno di questi si ciba liberamente di ciò che trova in natura – ghiande, erba, tuberi e radici. La crescita degli animali è lenta e mai forzata. L’elemento che fa la differenza sui nostri salumi è il grasso che è per niente invasivo ed equilibrato in ogni salume. Le variabili che fanno la differenza a mio parere sono quelle relative alla qualità delle carni che nel nostro caso provengono solo ed esclusivamente dal nostro allevamento di Maiale Nero Lucano allevato allo stato brado a Cancellara e dal microclima di Cancellara, perfetto per la stagionatura dei salumi. Tra i nostri salumi, menzione particolare merita sicuramente la Salsiccia a catena di Cancellara che è il prodotto simbolo della comunità cancellarese. È un salume di tradizione secolare realizzato da carni selezionate accuratamente e private manualmente delle parti nervose e del grasso in eccesso. Le carni sono prima lavorate a punta di coltello garantendo un perfetto equilibrio tra parti magre e grasse e poi impastate con aggiunta di sale, polvere di peperone dolce e finocchietto selvatico. Il tutto viene successivamente insaccato con budello naturale di suino formando almeno 3 anelli dal diametro di 4 cm l’uno che vanno a formare la tradizionale catena. Dopo circa 45 giorni di stagionatura al tepore naturale e ad una temperatura fresca e priva di correnti umide avremo come risultato finale la rinomata salsiccia a catena di Cancellara, fatta di ingredienti semplici e genuini, studiati per condire la carne di maiale: polvere di peperone dolce, sale, finocchietto selvatico, tempo e tanto amore – ha concluso Marottoli”.

Maria Ida Settembrino

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