Bio-dinamica, ancora una cenerentola

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Nel 2010 erano 288 le imprese agricole bio-dinamiche in Italia, secondo dati elaborati dalla Coldiretti.

Di circa 10 mila ettari la superficie agricola interessata da queste colture che non solo escludono l’uso della chimica ma curano in modo particolare la componente vitale del terreno e l’equilibrio ambientale usando tecniche messe a punto in anni di studi e di pratiche seguiti alle prime teorie di Rudolf Steiner nel 1924. Il settore bio-dinamico supera di poco il 5 per cento dell’intero settore biologico in termini di peso economico. Gli esperti ritengono che il prodotto bio-dinamico dovrebbe costare almeno il 10 per cento in più del prodotto biologico che pure ha un costo medio che si aggira sul 15-20% in più del prodotto convenzionale.

Ciò si giustifica con i maggiori costi sostenuti dall’agricoltura bio-dinamica per arrivare a un prodotto di qualità. Ma difficilmente il mercato, in Italia, permette al prodotto bio-dinamico di veder riconosciuto il suo valore. La bio-dinamica si sta comunque diffondendo in frutticoltura, olivicoltura, viticoltura e con i cereali, nel Nord e nel Centro Italia mentre è pressocché sconosciuta al Sud.

 

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