Bimbi intossicati. Ma che frutta nelle scuole?

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In provincia di Caserta il 31 maggio alcuni bambini hanno mangiato pesche nell’ambito del progetto ‘Frutta nelle scuole’ e hanno avuto problemi. Dieci bambini di terza e quinta elementare sono stati curati in ospedale.

 

A due su dieci, che hanno manifestato arrossamenti in alcune parti del corpo, è stato diagnosticata dai medici dell’ospedale civile San Rocco di Sessa Aurunca una reazione allergica da sospetta intossicazione. Così, sono scattate le indagini dei carabinieri della stazione di Carinola, nel Casertano, su richiesta del personale docente dell’Istituto Comprensivo Carinola-Falciano. La frutta era stata distribuita presso quel plesso di scuola primaria da parte di una ditta del Napoletano.

Nello stesso giorno altri bambini hanno mangiato frutta proveniente dalla stessa ditta in altre scuole, senza avere alcuna reazione. Ma a Carinola, dopo aver mangiato le pesche, 10 alunni hanno manifestato lievi sintomi di reazione allergica e sono stati accompagnati dai genitori presso varie strutture sanitarie della zona per i controlli del caso. Due bambini sono stati ricoverati presso il reparto pediatria.

La frutta non consumata è stata sequestrata dai carabinieri che hanno avviato indagini con l’ausilio del personale dell’Asl e dell’Arpac di Caserta. Sempre per aver mangiato pesche a merenda, problemi vi erano stati anche nel Salernitano per altri bambini.

Non è la prima volta che il progetto ‘Frutta nelle scuole’ mostra i suoi limiti e solleva perplessità. Non è che sia vissuto, almeno da alcune aziende partecipanti, come un business fine a se stesso e non come un progetto di educazione alimentare per avviare gli adulti di domani a un maggior consumo di frutta?

Anche al ministero dell’Agricoltura c’è preoccupazione. ‘Quanto è avvenuto in una scuola di Carinola, in provincia di Caserta, non va assolutamente sottovalutato. Abbiamo infatti provveduto subito a mandare sul posto anche i nostri organismi di controllo. La salute deve essere sempre tutelata, soprattutto quella dei bambini, e i cittadini di domani non devono mai pagare le eventuali colpe di chi potrebbe aver agito in maniera poco responsabile’. Così il ministro Nunzia De Girolamo ha commentato la vicenda.

 

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