Azienda Folicello, 12 ettari di vigneto a coltivazione bio e biodinamica

Selezione Green Wine

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“Una delle primissime aziende in Emilia-Romagna a piantare vitigni resistenti e una delle pochissime aziende in Italia che produce vini senza solfiti aggiunti”. Biologica, multifunzionale e sostenibile.

Dodici ettari di vigneto su terreni di impasto argilloso, a Castelfranco Emilia tra Modena e Bologna. Tutti a coltivazione biologica e biodinamica, da cui derivano “vini tipici del nostro territorio, da vitigni autoctoni”. A raccontarci Folicello Società Agricola S.s. è Federica Giovannini, socia e figlia dei fondatori di questa realtà, i cui prodotti intendono valorizzare le tradizioni dei due territori tra cui si trova: quello modenese e quello bolognese.

– Quando è nata l’azienda Folicello? 

La nostra azienda vitivinicola biologica a conduzione famigliare è nata nel 1980 grazie a Marco e Antonella, i miei genitori, che a soli 20 anni hanno preso le redini dell’azienda agricola di famiglia convertendola dalla coltivazione convenzionale di ortaggi e allevamento di pesce rosso, ad una produzione vitivinicola biologica artigianale di qualità. Agli inizi l’intento era quello di produrre per passione un vino buono e sano per amici e parenti, ma poi, grazie principalmente al passaparola, questo impegno è stato riconosciuto da sempre più persone che, come clienti, ci hanno supportato fino ad oggi, rendendo Folicello la realtà che è oggi.

– Che anni erano quelli per il biologico? 

In quegli anni il biologico in Italia era ancora agli albori, non c’era nemmeno un disciplinare e gli enti certificatori iniziavano ad organizzarsi. Marco e Antonella avevano però già le idee chiare, rifiutando del tutto la “chimica”, sia in campo che in cantina e fondando la propria azienda sui principi dell’agricoltura biologica e biodinamica. Nel ’92 abbiamo ottenuto la certificazione bio ufficiale, ma in quegli anni non c’era ancora consapevolezza nel consumatore, né tantomeno apertura nel mondo del vino e spesso bisognava stare attenti a dire ai clienti che avevamo scelto di fare agricoltura biologica.

– Come sono cambiati i tempi? 

Oggi è sicuramente più facile spiegare cosa facciamo e il perché lo facciamo e le persone sono molto più consapevoli. Nel tempo, la nostra azienda è cresciuta grazie al sostegno dei nostri clienti ma la passione e i principi degli inizi sono rimasti invariati. La nostra azienda è composta, oggi, da 12 ettari di vigneto, tutti a coltivazione biologica e biodinamica, da cui otteniamo i nostri vini e succo d’uva bio e da una cantina modesta di dimensioni, ma con tecnologia all’avanguardia. Folicello è oggi un’azienda biologica multifunzionale e sostenibile. Seguiamo, infatti, direttamente tutti i passaggi della produzione, dalla coltivazione e raccolta manuale delle nostre uve, fino alla commercializzazione dei nostri prodotti confezionati nel nostro magazzino, che vendiamo poi sia a clienti privati direttamente in azienda, che a piccoli importatori in diverse parti del mondo. Dal 2015 sono entrata a tempo pieno in azienda per affiancare i miei genitori in questo grande progetto di famiglia e presto anche Irene, mia sorella, sarà dei nostri.

– Cosa rappresenta per voi il biologico? 

Tutta la nostra produzione è biologica certificata. Per noi fare bio non significa solo evitare prodotti chimici in campo e in cantina e di sicuro non è mai stata una scelta commerciale. Fare agricoltura biologica sostenibile è per noi un atto d’amore, in primo luogo, verso l’ambiente in cui viviamo, verso noi stessi che lavoriamo la terra e verso i nostri clienti che consumano i nostri prodotti. Una scelta che portiamo avanti dagli inizi con passione e dedizione senza compromessi che si fonde coi principi della biodinamica. La nostra azienda è un’azienda a circuito chiuso che sulla sostenibilità ha centrato la propria crescita. Nel tempo abbiamo infatti promosso tutte le misure possibili per rendere la nostra azienda un’azienda ad impatto zero.

– Quali misure di riduzione di impatto avete adottato? 

Abbiamo dotato i tetti dei nostri magazzini di impianti fotovoltaici per un totale di 40 kw, abbiamo accumulato in cisterne sotterranee le acque piovane e di lavaggio del piazzale da utilizzare poi per l’irrigazione del parco circostante la cantina, abbiamo favorito il recupero di qualsiasi tipo di materiale, dagli imballaggi che recuperiamo dai nostri clienti, all’utilizzo delle vinacce residue dalla pigiatura che vengono ridistribuite in campo come ammendante, sino alla riduzione e progressiva eliminazione dei materiali plastici con l’utilizzo di materiali alternativi per l’imballaggio come il film estensibile in Mater-bi ricavato dal mais, nastri adesivi in carta e materiali riciclati per il resto del packaging utilizzato.

– Di cosa si tratta? 

Un processo che è ancora in svolgimento e che ci impegniamo a migliorare, anno dopo anno, nonostante le difficoltà di reperire questi materiali alternativi e i costi proibitivi di alcuni materiali come il Mater-bi. Nonostante queste difficoltà, per noi impattare il meno possibile sull’ambiente è l’aspetto più importante e, fortunatamente, man mano che passa il tempo, anche il mercato e la tecnologia delle materie prime notiamo che sta prendendo sempre più questa direzione. Sarebbe molto utile che sempre più aziende adottassero queste politiche almeno sugli imballaggi. Questa sarebbe forse la spinta giusta per il mercato a ricercare sempre più materiali alternativi alla plastica e a limitarne i costi di produzione.

– Cosa è possibile trovare nei vostri vini? 

Produciamo vini tipici del nostro territorio, da vitigni autoctoni che meglio si esprimono sui nostri terreni di impasto argilloso. Produciamo diverse tipologie dalle nostre uve, sia in bottiglia che in bag-in-box, per soddisfare i diversi palati dei nostri clienti. Trovandoci, infatti, a metà tra Modena e Bologna, abbiamo mantenuto vive entrambe le tradizioni dei nostri territori: la produzione di vini frizzanti e freschi tipica dell’area modenese, con varietà come il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC, Montuni, Pignoletto DOC e trebbiano e di due tipologie di vini fermi, il rosso da uve Sangiovese e Malbo Gentile e il bianco Pignoletto DOC fermo, come da tradizionale consuetudine bolognese. Oltre alla varietà delle uve, proponiamo anche diversi metodi di vinificazione, come i vini metodo Charmat senza solfiti aggiunti, spumanti metodo Classico e la fermentazione ancestrale in bottiglia. Tra questi spicca sicuramente, per importanza, la linea di vini a fermentazione ancestrale in bottiglia, che oggi si classificano tra i vini “naturali”, ma che sono parte della nostra tradizione da molto prima che ci fosse l’odierna spinta commerciale di questa categoria di prodotti.

– Ci racconta i vostri vini? 

I nostri vini sono prodotti vivi, artigianali, sani senza però alcun compromesso in termini di gusto. Il grande impegno messo in campo sin dagli inizi è stato, infatti, quello orientato ad ottenere prodotti genuini, senza solfiti aggiunti o altri conservanti, ma allo stesso tempo senza alcun difetto organolettico.

– Come siete giunti a questi prodotti? 

Si è trattato di un lavoro portato avanti con grande passione, costellato di tante sfide, di grandi successi ma anche di prove andate male. Una sfida che ci stimola anche oggi e da cui non si è mai finito di imparare e di migliorare. Tutto parte dalle uve, una materia prima che deve essere della più alta qualità, sana e integra. Per questo è fondamentale il lavoro in campagna e adottare tutte le strategie possibili per favorire la crescita di piante sane e forti in grado di affrontare al meglio la stagione e portare a maturazione grappoli sani ed equilibrati. Vini che derivano, quindi, da una produzione non forzata, di soli 80 quintali su 100 ettari, che ha come principio base quello di favorire un ambiente naturale sano, ricco di biodiversità che diventa la principale arma naturale contro gli insetti nocivi.

– Quali vini rappresentano al meglio l’Azienda Folicello? 

Se dovessimo scegliere, proporrei sicuramente due prodotti maggiormente rappresentativi della nostra azienda e del nostro modo di lavorare.

L’Amabile Folicello Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC è il nostro rosso frizzante amabile metodo Charmat senza solfiti aggiunti. Vino frizzante di colore rosso rubino intenso, ha profumi fruttati di bacche rosse del sottobosco, floreali e spuma rosa evanescente. Ottimo come aperitivo, con pasticceria secca ma anche a tutto pasto, perchè il dolce che rende questo vino amabile è un residuo zuccherino naturale dell’uva dovuto ad una parziale fermentazione, non stucchevole, che caratterizza questo vino mantenendolo fresco, vivace e in grado di pulire bene la bocca. Insieme a Folì Pignoletto DOC bianco frizzante, Il Secco Lambrusco Emilia IGT e a Gocce Rosse vino rosso fermo, va a completare la nostra linea di vini senza solfiti aggiunti risultato di tanti anni di ricerca, lavoro e passione per ottenere un prodotto buono per la salute senza però compromessi in termini di gusto.

Il Bianco Folicello Emilia IGT è il nostro bianco frizzante a fermentazione ancestrale in bottiglia ottenuto da un blend di uve autoctone 60% Montuni, 20% Trebbiano e 20% Pinot. È il primo vino che abbiamo iniziato a produrre negli anni ’80 ed è la perfetta espressione del nostro territorio, delle sue tradizioni e dei nostri vigneti anche grazie all’utilizzo esclusivo di lieviti autoctoni. Folicello Il Bianco è un vino giallo paglierino con riflessi verdognoli, dal profumo aromatico, fruttato ed intenso. Al gusto si presenta equilibrato, con un sapore asciutto, secco, persistente e fresco di acidità. Si abbina perfettamente ad antipasti, primi a base di pasta o riso, carni bianche e formaggi freschi.

– Progetti per il futuro? Cosa vi augurate? 

Oltre al continuo impegno verso un’agricoltura sostenibile e ad una ricerca costante per ridurre sempre più i solfiti nei nostri prodotti, abbiamo da quest’anno un nuovo progetto in cantiere. Finalmente dallo scorso anno la Regione Emilia-Romagna ha approvato l’impianto e la vinificazione di uve da vitigni resistenti. Quest’anno siamo stati, quindi, una delle primissime aziende in Emilia-Romagna a piantare due ettari di queste tipologie di vitigni che ci consentiranno di eliminare anche i pochi trattamenti di rame e zolfo in campo, minerali naturali concessi in agricoltura biologica per contrastare le malattie fungine, ma che comunque si accumulano nei terreni. Avremo quindi modo, tra due/tre anni, di lavorare i mosti ottenuti da queste uve e nel frattempo ridurremo ancora di più l’impatto della nostra azienda sull’ambiente che ci circonda.

Se potessi farci un augurio per il prossimo futuro, augurerei a tutti una maggiore stabilità, sia in termini di condizioni climatiche che tanto colpiscono noi agricoltori influenzando il nostro lavoro, sia in merito alla situazione sanitaria/politica. Purtroppo, sentiamo l’effetto dei cambiamenti climatici e, in particolare, della forte siccità che sta colpendo i nostri territori. La pandemia e la guerra in atto stanno poi rivoluzionando il mercato e in particolare quello delle materie prime. Anche per questi aspetti sarà sempre più importante lavorare tutti insieme e ricercare strategie sostenibili e alternative per superare queste difficoltà.

Stefania Tessari

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