AIAB-Federbio, prove di disgelo (con riserva)

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Nei giorni scorsi abbiamo intervistato il nuovo presidente dell’AIAB Alessandro Triantafyllidis (un cognome greco per un milanese doc). Pubblicheremo l’intervista nei prossimi giorni.

Quello che qui vorremmo anticipare è qualche concetto sulle relazioni tra AIAB e Federbio ovvero tra le due organizzazioni del biologico italiano i cui rapporti abbiamo spesso commentato negativamente.

Assenza di dialogo, frecciate reciproche dirette o indirette, visione diversa della realtà e soprattutto delle prospettive del biologico italiano, con Federbio attenta soprattutto agli aspetti economici e di mercato, con AIAB ‘associazione-movimento’, impegnata nella cultura e diremmo quasi nell’ideologia-bio.

Ebbene, Triantafyllidis ha in parte confermato ma in parte smentito questo punto di partenza.

‘Ci sono delle gran belle differenze – ci ha detto -, diversità di visione politica generale per esempio. I problemi dunque ci sono, anche se non troverà mai un attacco di AIAB a Federbio, mai. Una differenza è che i presidenti di AIAB cambiano, quelli di Federbio no. E questo non aiuta. Non abbiamo comunque grosse divergenze su vari temi, a partire dalla PAC. Penso che, alla fine, le diversità tra noi potrebbero però essere gestite e che comunque una possibilità di dialogo ci sia, soprattutto superando certi atteggiamenti, riconoscendo le reciproche posizioni. Questo è forse il punto da cui partire: avere due visioni, due punti di vista diversi non è per forza negativo, aiuta, rafforza le garanzie per il settore perché lo rappresenta nella sua complessità’.

Messaggio chiaro. Le diversità ‘potrebbero essere gestite’ riconoscendo le reciproche posizioni, non esistono ‘grosse divergenze su temi come la PAC’.

Potrebbe essere questa la base per costruire qualcosa almeno sui temi che toccano tutto il settore e che richiedono il massimo di unità per essere affrontati? A Paolo Carnemolla – e allo stesso Triantafyllidis – l’ardua sentenza.

Antonio Felice

editor@greenplanet.net 

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