Acqua, c’è anche un Forum alternativo

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In occasione del Forum Alternativo dell’Acqua che si sta svolgendo a Marsiglia dal 14 al 17 marzo La Via Campesina (LVC) è presente con una importante delegazione proveniente da tutto il mondo.

Non è solo l’Europa ad essere rappresentata per mezzo del Coordinamento europeo de La Via Campesina (ECVC), ma anche l’Africa (Mali e Madagascar), l’Asia (Indonesia e Bangladesh), l’America centrale e latina (Messico e Brasile) con la presenza del coordinamento internazionale. Diverse le occasioni di confronto tra gli oltre 2000 partecipanti con l’obiettivo di scambiare buone pratiche ed esperienze tra comunità locali e movimenti globali.

Per La Via Campesina l’acqua è un bene comune a uso e beneficio di tutti gli esseri viventi e deve essere gestita in maniera democratica, pubblica, a livello locale in una logica di sostenibilità. È necessario che il diritto ‘dell’acqua’ e il diritto ‘all’acqua’ venga rispettato nella prospettiva della sovranità alimentare. Il diritto dell’acqua prevede il rispetto del ciclo vitale della risorsa e la preservazione della sua integrità. Il diritto dell’acqua è una prerogativa per garantire il diritto di accesso all’acqua.

Unire la lotta per il diritto all’accesso alla terra, alle sementi, alla biodiversità e all’acqua è imprescindibile; infatti il fenomeno del land grabbing è strettamente connesso con il fenomeno dell’accaparramento dell’acqua e delle sementi da parte delle multinazionali. Il land grabbing ha seriamente compromesso il flusso delle acque sotterranee e superficiali favorendo l’accaparramento delle sorgenti.

‘Siamo contro la privatizzazione e la mercificazione dell’acqua come della terra, delle sementi e dei saperi locali e ci opponiamo fermamente alle imponenti opere di sfruttamento della risorsa idrica come le centrali idroelettriche che non prendono in considerazione i bisogni e che violano la sovranità delle comunità locali’, sono le parole di Abdullah Aysu rappresentate del sindacato turco Çiftçi-sen membro de La Via Campesina.

Siamo in netta opposizione poi al modello di agricoltura industriale sostenuto dalle istituzioni finanziarie internazionali (Banca Mondiale, FMI, OMC), dal Consiglio mondiale dell’Acqua, dalle grandi corporazioni internazionali e dalla maggioranza dei governi nazionali’, afferma Jacques Pasquier de la Confederation Paysanne.

‘Siamo qui per difendere un modello di agricoltura sostenibile capace di garantire la sovranità alimentare delle comunità locali e di difendere e preservare in questa logica la risorsa acqua – afferma Andrea Ferrante (AIAB) per il comitato di coordinamento di ECVC – gli innumerevoli esempi di gestione pubblica e partecipata dell’acqua, a livello europeo e mondiale, che si sono incontrati e raccontati in questi giorni a Marsiglia, ne sono la dimostrazione. È necessario proseguire la mobilitazione a livello internazionale, agendo però sui decisori politici a livello europeo influendo sulla revisione della Direttiva Quadro sull’Acqua, e poi nazionale a partire dal rispetto del voto referendario dello scorso giugno in Italia’.

Il forum si conclude con una grande manifestazione nel centro di Marsiglia denunciando l’illegittimità del Forum Mondiale dell’Acqua che si sta svolgendo in questi giorni sempre nella città francese.

 

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