A Biofach contatti con i nuovi mercati

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Il biologico italiano guarda a Paesi come la Germania, la Francia e il Regno Unito, ha scoperto Svezia e Danimarca, oltre a Svizzera, Stati Uniti e Giappone, ma, cogliendo una delle indicazioni più interessanti emerse dal Biofach 2012, dovrà misurarsi, prima che sia troppo tardi, con la grande crescita dei consumi di prodotti biologici nei mercati dell’Est e del centro Europa, oggi mercati vicini come la Croazia o non lontani come Repubblica Ceka e Polonia, un domani molto prossimo mercati grandi come la Russia dove già si rivolge il 40% dell’ortofrutta europea destinata all’export.

Anche se al bio piace la dimensione ‘local’, il mercato si è fatto globale, con rischi e opportunità, costringendo le aziende più strutturate a guardare ai nuovi mercati.

Non è stato un caso che la Nazione protagonista fosse quest’anno a Norimberga l’India mentre Cina e Brasile stanno emergendo, con economie e quindi consumi in sviluppo, e un forte potenziale produttivo. Il mondo sta cambiando rapidamente ma nel bio l’Italia ha ancora in mano carte importanti da giocare. Le deve giocare bene. Biofach ha offerto alle aziende italiane l’opportunità di entrare in contatto proprio con i mercati emergenti.

Biofach 2012, pur confermandosi una grande rassegna, non ha registrato la vivacità di presenze delle ultime edizioni: il meteo, il ristagno dell’economia europea, l’emergere di presenze e tendenze bio in fiere dell’alimentazione meno specializzate possono essere gli elementi che hanno inciso su una rassegna un po’ meno brillante del solito. Ma la sede di Norimberga è troppo bella ed efficiente, il mercato tedesco (secondo al mondo solo a quello statunitense) troppo importante per non pensare che Biofach abbia ancora un futuro molto importante davanti a sé.

Antonio Felice

editor@greenplanet.net

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