Terre e Tradizioni, il Bio nato dall’incontro tra Nord e Sud Italia

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Un’azienda che si sente Giano bifronte: osserva ciò che è stato e prevede ciò che sarà, contemporaneamente. Un’agricoltura intesa come“eroica”: maggiori sono le difficoltà che affrontate, migliori siano i frutti che si raccolgono. Una strenua convinzione: il biologico come unico modello di produzione primaria ad essersi dimostrato davvero sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Ecco alcuni degli ingredienti che rendono quello di Terre e Tradizioni SRL un racconto imprenditoriale prezioso e foriero di insegnamenti.

Lucio Ceccarelli, Amministratore Delegato di Terre e Tradizioni SRL (nella foto a fianco) ha dato vita ad un’intervista “ricca e arricchente”, raccontando un’azienda che negli anni è cresciuta fino a raggiungere il traguardo dell’export negli USA e che ora dedica tempo e risorse alla creazione di un nuovo paradigma che non consideri più l’uomo come “dissipatore delle ricchezze ambientali, ma anche come creatore delle stesse”.

– Facciamo un salto nel passato: quando, come e perché nasce la storia di Terre e Tradizioni?
“Terre e Tradizioni è stata fondata nel 2012 per iniziativa di soci siciliani e veronesi che, conoscendo il valore e le virtù di alcune varietà antiche di grani autoctoni siciliani biologici sotto il profilo nutrizionale ed ambientale, hanno deciso di intraprenderne il recupero e la valorizzazione diffondendone la coltivazione e ricavando una gamma completa di prodotti finiti da promuovere sul mercato a livello nazionale. Le esigenze da cui il progetto ha preso le mosse sono svariate ma, fra le tante, citerei innanzitutto quella di dare un’opportunità alle piccole aziende agricole biologiche siciliane che fanno parte della nostra filiera produttiva di coltivare sui loro terreni i grani della loro tradizione, riconoscendo un prezzo superiore alle medie di mercato così da compensare le minori rese produttive e rendere l’attività economicamente sostenibile. Nel corso della storia aziendale una tappa fondamentale è stata quella che ha visto l’ingresso nei ruoli apicali della compagine sociale e del management di alcune figure tra i protagonisti della costruzione del movimento biologico in Italia. Questo ci ha consentito di consolidare la struttura aziendale e di darle un nuovo orientamento strategico che ha portato a creare una proposta commerciale coerente con le richieste di una domanda sempre più attenta ai valori sottesi alle proprie scelte di consumo”.

– Quali sono state le prospettive di mercato che vi siete posti ad inizio attività? 
“Di fronte ad un’offerta di prodotti alimentari perlopiù realizzati con grani e farine provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, abbiamo pensato che poteva esserci spazio per creare una proposta fondata esclusivamente su grani italiani biologici, in particolare appartenenti a varietà antiche. Queste, per loro natura, si differenziano nettamente da quelle moderne più comunemente coltivate, sia per l’aspetto organolettico che per il basso impatto ambientale e le caratteristiche nutrizionali: tra le tante citiamo il loro bassissimo Indice di Glutine e l’importante presenza di polifenoli antiossidanti e di minerali quali Ferro, Zinco e Manganese, veri e propri ‘attivatori enzimatici’, che concorrono a facilitarne la digestione e quindi l’assimilazione da parte del nostro organismo”.

– Da dove nasce l’iniziativa di dedicarsi al biologico?
“Oltre ad essere nel DNA dei nostri soci fondatori, la vocazione per l’agricoltura biologica deriva dalle caratteristiche stesse dei terreni sui quali coltiviamo i nostri grani antichi, trattandosi spesso di piccoli appezzamenti circondati da pendii ed asperità naturali che non si prestano ad un’agricoltura intensiva basata su monoculture su vaste estensioni pianeggianti. Parliamo quindi di un’agricoltura “eroica”, fatta in territori marginali che, diversamente, resterebbero incolti e quindi soggetti a fenomeni quali smottamenti, erosione ed incendi, sui quali solo le piante ad alta rusticità e perfettamente adattate al loro ambiente possono prosperare. E, come sempre accade in natura, maggiori sono i sacrifici e le difficoltà che la pianta madre deve superare, migliori sono poi i frutti che essa genera”.

– Quali prodotti realizzate? 
“Possiamo senza dubbio considerare il nostro assortimento di prodotti da grani antichi biologici, siciliani e non solo, come il più completo sul mercato. Oltre alle linee di paste semi-integrali ed integrali declinate nei formati nazionali e regionali più comuni, abbiamo anche semole e farine in confezione retail e nei grandi formati per trasformatori, nonché prodotti da forno sia dolce che salato e miscele di cereali e legumi per zuppe. A questi articoli si aggiunge, inoltre, una linea completa di salse e condimenti a base di pomodori ciliegino e ottime creme e pesti vegetali, tutti realizzati con materie prime biologiche coltivate e trasformate in Sicilia”.

– Proviamo a tracciare quali sono stati i principali traguardi raggiunti in questi anni?
“Importanti obiettivi raggiunti negli ultimi anni sono stati l’inserimento di tutti i nostri prodotti nell’assortimento della principale realtà sul mercato italiano per quanto riguarda la distribuzione al dettaglio ed all’ingrosso di prodotti alimentari biologici e anche l’inizio dell’export negli USA, ma la cosa che più ci rende fieri è il veder crescere anno dopo anno il numero delle aziende agricole che vogliono entrare a far parte della nostra filiera produttiva, segno tangibile che il cammino che abbiamo intrapreso viene sempre più condiviso e sta portando nella giusta direzione”.

– Cosa rappresenta per voi il biologico?
“Oltre ad essere una scelta di vita, senza dubbio alcuno l’agricoltura biologica rappresenta la chiave per la miglior valorizzazione dei prodotti alimentari italiani di eccellenza, sia sul mercato domestico che internazionale, una vera e propria leva competitiva senza la quale la nostra cultura alimentare con le sue caratteristiche distintive uniche non riuscirebbe ad emergere appieno, restando quindi facile preda di chi antepone le logiche del profitto e della produzione di bassa qualità a basso costo ad ogni altra finalità. In secondo luogo, ma cosa anche più importante, l’agricoltura biologica è ad oggi l’unico modello di produzione primaria ad essersi dimostrato davvero sostenibile dal punto di vista ambientale ed in un mondo che sempre più chiaramente dimostra segnali di squilibrio riteniamo sia tempo di porre tra le nostre priorità anche la valutazione ecologica oltre che economica delle nostre decisioni in ogni ambito”.

– Quali sono i vostri canali di vendita?
“Al momento siamo prevalentemente presenti nei migliori punti vendita specializzati di alimentazione biologica, siano essi supermercati bio o punti vendita tradizionali quali negozi alimentari, erboristerie e farmacie”.

– Come ha impattato sulle vendite l’emergenza Covid-19?
“Indubbiamente l’emergenza pandemica, che ha costretto l’intera popolazione a trascorrere più tempo in casa, ha favorito i consumi alimentari domestici e, fra gli alimenti che più hanno beneficiato di maggior attenzione, ci sono tutti quelli di base, paste e farine in primis. Ciò non toglie che anche noi ci auguriamo di poter presto ricominciare a mangiare ciò che più ci piace dove più ci piace, dunque che i nostri consumatori, vecchi e nuovi, continuino a sceglierci unicamente sulla base del maggior gradimento e quindi della preferenza da sempre accordataci”.

– Che sviluppi vi aspettate dal mercato del Biologico?
“Crediamo che il mercato del Bio possa ancora crescere in maniera significativa. Molto dipenderà dalle scelte degli operatori presenti in tutti gli stadi della filiera, che parte dal campo ed arriva alla tavola e dall’ottimizzazione dei processi produttivi di ciascuno di essi. L’acquisizione di economie gestionali attraverso l’efficientamento dell’attività e la riduzione dei costi aziendali saranno fattori cruciali per poter agire sulla leva del prezzo che rappresenta ancora la principale barriera all’accessibilità e quindi alla diffusione del consumo dei prodotti bio su più ampia scala. Tutto questo senza mai accettare alcun compromesso sulla qualità del prodotto o derogare ai principi anche etici e sociali che da sempre connotano il movimento bio nel nostro Paese”.

Cosa fate per preservare l’ecosostenibilità?
“Il tema dell’agro-ecologia è per noi di primaria importanza. A tale proposito insieme a Legambiente Sicilia stiamo portando avanti un importante progetto per promuovere tra tutte le aziende agricole appartenenti alla nostra filiera l’impiego di pratiche di coltivazione improntate ai principi dell’Agricoltura Organica Rigenerativa. L’obiettivo che ci siamo posti non è solo quello di ridurre il più possibile l’impatto delle nostre produzioni agricole ma di creare vere e proprie ‘entità eco-sistemiche’” che attraverso la propria azione generino o recuperino ed infine cedano risorse al territorio che le circonda. È un nuovo paradigma che cambia totalmente il rapporto tra la natura e l’uomo e che vede quest’ultimo non più come semplice fruitore o, peggio, dissipatore delle ricchezze ambientali, ma anche come creatore delle stesse”.

– Quali sono i vostri obiettivi futuri? Avete progetti in cantiere?
“Il nostro prossimo traguardo sarà completare l’integrazione a monte e a valle della nostra filiera produttiva, così da configurarci come azienda ‘Farm to Fork’ a tutti gli effetti. Per fare questo abbiamo trasferito la sede aziendale presso la nostra azienda agricola a Montesano sulla Marcellana, in provincia di Salerno, all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni. Qui, sui terreni di nostra proprietà, coltiviamo grani antichi biologici locali della varietà Saragolla, nonchè olivi e legumi biologici. Abbiamo, inoltre, installato un frantoio ed un nuovo mulino a pietra per la macinazione dei nostri grani antichi, oltre che costruito un nuovo magazzino climatizzato per lo stoccaggio in condizioni ottimali delle nostre semole, farine e prodotti finiti. A giorni verrà invece avviata una nuova linea di confezionamento per cereali, legumi e farine, mentre entro il prossimo anno è prevista la realizzazione di una linea di produzione per le nostre paste”.

– Prevedete novità di prodotto?
“Il nostro assortimento è in costante e continua crescita. Ci sono altre varietà antiche di grano, sia siciliane che campane, che ci interessano per le loro particolari caratteristiche e con tutta probabilità vedremo nascere nuovi prodotti a base anche di questi cereali. Siamo inoltre sempre disponibili a valutare richieste che provengono dai nostri clienti per la realizzazione di nuove referenze, sempre utilizzando semole e farine o altre materie prime biologiche da noi prodotte”.

– Se dovesse indicare parole per descrivere il futuro dell’azienda, quali sceglierebbe?
“Nel nostro percorso di crescita ed espansione ci piace pensarci con l’immagine del Giano bifronte, l’antico dio romano che potendo guardare contemporaneamente a ciò che è stato e a ciò che sarà, parte dalle esperienze accumulate nel proprio passato per costruire un futuro possibile, padrone ed artefice del proprio destino”.

Stefania Tessari

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