Sicilia: intimidazioni al bio-pastore

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Dopo due settimane dalla prima intimidazione, il 34enne Emanuele Feltri, pastore e imprenditore agricolo di una piccola azienda biologica a Paternò, in provincia di Catania, ha subito l’ennesima violenza ad un altro dei suoi animali. Nella notte tra l’11 e il 12 luglio, è stato ritrovato uno dei suoi animali sventrato con accanto una sbarra di ferro coperta di sangue. Gli eventi precedenti, risalenti a 15 giorni fa, hanno riguardato quattro delle sue pecore, uccise a colpi di fucile, mentre una era stata volutamente fatta rinvenire sgozzata davanti la porta d’ingresso.

 

La notizia riportata dal Corriere del Mezzogiorno è circolata abbastanza velocemente, tramite social network, grazie allo stesso Feltri che ne ha dato notizia in estemporanea e da subito si è formata, ancora una volta, una cerchia di solidarietà per il 34enne imprenditore che avuto eco anche sul territorio con una iniziativa di sostegno cui hanno partecipato moltissimi agricoltori e centinaia di cittadini comuni.

Dopo la denuncia dei fatti alle autorità di polizia dell’ennesimo e grave atto intimidatorio subito, il giovane imprenditore ha voluto esprimere il desiderio di non volersi arrendere, concludendo così il post che è già girato ovunque sulla rete : ‘Lo sconforto, lo sconforto e poi la rabbia per una Sicilia ancora una volta offesa e violentata, un senso di sopraffazione mi ha colpito inesorabile e ho impiegato ore a scrollarmelo di dosso! Non so cosa accadrà ma so di sicuro che quella è la mia terra e non sarò io ad andarmene dalla valle del Simeto!’.

(Fonte: Giuliana Sesto – Bioagricoltura Notizie) 

 

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