Salva la goccia: anche in cucina si può risparmiare acqua

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Ci sono chef che inventano piatti vegetariani calcolando il risparmio di acqua di un menù a basso impatto, e sportivi in prima linea per difendere la salubrità dei nostri fiumi. Ci sono famiglie che per un giorno mettono a tavola i fagioli al posto dell’hamburger e personaggi dello spettacolo che si mobilitano e si schierano a difesa dell’acqua, come l’intera troupe del film ‘Mia figlia si sposa’ (Merico Production), che si sta girando in questi giorni nel Salento.

E poi tante scuole, quasi 50 mobilitate per scoprire, far conoscere, agire. In occasione del World Water Day, la Giornata Mondiale dell’acqua che si è celebrata ieri, domenica il 22 marzo, si sono moltiplicate le azioni virtuose per la campagna ‘Salva la goccia’, realizzata della Ong ambientalista Green Cross Italia, che quest’anno ha chiesto di ridurre i consumi di acqua nei gesti quotidiani e anche a tavola. Come? Scegliendo cibi a ridotta impronta idrica, come frutta, verdura e legumi, e inventando piatti che vanno nella stessa direzione.

L’accesso a fonti sicure e a servizi igienici è un problema tuttora aperto e, sebbene molti passi in avanti siano stati fatti, tanti se ne devono ancora fare. Entro il 2025 due terzi della popolazione globale potrebbe vivere in condizioni di stress idrico e secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo più di una persona su dieci, pari a circa 748 milioni di esseri umani, non ha accesso a fonti di acqua potabile e 1,8 miliardi usano acqua contaminata.

Green Cross è da tempo impegnata sul fronte delle risorse idriche attraverso progetti concreti, che mirano ad assicurare l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari nelle comunità dei Paesi del Sud del mondo.

Grazie al progetto internazionale ‘Smart Water for Green Schools’, sostenuto da Giorgio Armani attraverso la campagna ‘Acqua for Life’, sono stati costruiti sistemi di approvvigionamento idrico che hanno generato oltre 530 milioni di litri di acqua potabile in decine di comunità di Bolivia, Messico, Costa D’Avorio, Ghana e Senegal.

L’Ong svolge anche un’intensa attività di dialogo e mediazione, che nel tempo ha favorito il pieno riconoscimento del diritto umano all’acqua e abbreviato i tempi per la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui Corsi d’Acqua, l’unico riferimento giuridico globale che a oggi disciplina la gestione, l’uso e la protezione dei 276 corsi d’acqua transfrontalieri presenti nel mondo.

 

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