Primi agriturismi con yurta&breakfast

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La yurta, la tradizionale tenda usata dalle popolazioni nomadi dell’Asia centrale, sta conquistando anche l’Italia, dopo aver preso piede in Inghilterra, Francia, Olanda e Spagna.

Trentino e Liguria sono le regioni in cui sono stati fatti i primi avvistamenti, mentre on line si moltiplicano i negozi che le importano o costruiscono, fornendo anche i mobili e gli accessori. I costi? Dipendono dalle dimensioni e dai rivestimenti, ma si parla di cifre che vanno dai 2 ai 20mila euro.

Concepita per essere una vera e propria casa nomade, è l’abitazione tradizionale del popolo mongolo, che aveva la necessità di spostarsi velocemente. Però la yurta non è una banale tenda, bensì uno spazio abitativo confortevole, grazie al pavimento di legno, alle stufe e alla tradizionale struttura composta da strati successivi.

Il primo strato, in cotone, è anche il rivestimento interno; lo strato successivo è di feltro in pura lana; infine c’è lo strato impermeabile, fondamentale per i climi umidi come quelli europei. Tutti gli elementi sono naturali: la struttura, la base e le colonne di legno, le corde in crini di cavallo o di cammello che fissano gli strati della tenda alla circonferenza, il midollo animale che tiene insieme i muri della yurta, senza utilizzare un chiodo.

Certo, decidere di lasciare le quattro mura per una yurta può non essere facile. Chi vuole, però, può sperimentare l’emozione anche in Italia, cercando gli agriturismi che offrono un servizio di yurta&breakfast. 

©GreenPlanet.net – Riproduzione riservata

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