Popoli minacciati in Pakistan

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L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede che il Pakistan protegga con maggiore efficacia la minoranza etnica e religiosa sciita degli Hazara dagli attacchi terroristici di sunniti estremisti. Il 2013 per gli Hazara rischia di essere un anno ancora più sanguinoso del terribile 2012, in cui circa 400 appartenenti alla minoranza sono rimasti vittime della violenza politica.

 

Dal gennaio 2013 sono già 261 gli Hazara sciiti che sono stati uccisi da estremisti, 457 membri della minoranza sono rimasti feriti, di cui alcuni gravemente. Domenica scorsa nell’esplosione di una bomba nella città di Quetta 30 Hazara sono stati uccisi e altre 60 persone sono rimaste ferite. Il bagno di sangue sarebbe potuto essere ancora maggiore, poiché poco prima dell’attentato il kamikaze aveva tentato di entrare in una moschea sciita particolarmente affollata.

Per proteggere gli Hazara a Quetta, le forze di sicurezza devono essere urgentemente rafforzate. La città da gennaio 2013 è stata già quattro volte teatro di sanguinosi attacchi suicidi. Quetta, con i suoi 600.000 abitanti hazara, rappresenta il maggiore centro di insediamento della minoranza etnica e religiosa fuggita dall’Afghanistan. Dopo gli attacchi devastanti con autobombe del 12 gennaio 2013 a Quetta, in cui 92 sciiti sono stati uccisi e le persistenti proteste degli Hazara, il governo pakistano aveva infatti sciolto il governo provinciale. Ma ulteriori concrete misure di sicurezza non se ne sono viste. Il 16 febbraio 2013 79 persone sono rimaste uccise in un attacco contro un mercato a Quetta. Il 23 aprile cinque sciiti sono stati uccisi e 45 persone ferite quando un’autobomba e altri tre ordigni esplosivi sono stati fatti esplodere in zone affollate della città.

Dal gennaio 2013 sono stati effettuati undici attacchi terroristici contro sciiti Hazara. Oltre al recente attentato suicida del 30 giugno a Quetta e le autobomba del 12 gennaio, del 16 febbraio e del 23 aprile bisogna aggiungere un attacco suicida in una moschea nella città di Hangu il 1 febbraio tra i peggiori attentati contro la minoranza: in quel caso rimasero uccisi 22 sciiti.

In Pakistan anche i Cristiani, gli Indù e i musulmani Ahmadiyyah subiscono attacchi massicci di estremisti sunniti, così come pesanti discriminazioni da parte delle autorità statali. Chiediamo – si legge in una nota dell’APM – al nuovo governo del primo ministro pakistano Nawaz Sharif di prendere finalmente sul serio la protezione delle minoranze religiose.

 

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