Nello Yemen una catastrofe umanitaria

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Le autorità dello Yemen hanno inferto un duro colpo al traffico internazionale di esseri umani. Durante il fine settimana sono stati arrestati 50 sospetti trafficanti di esseri umani e liberati 535 etiopi. Il gruppo criminale non solo si faceva pagare dai profughi provenienti dall’Etiopia per il passaggio attraverso il Golfo di Aden, ma all’arrivo in Yemen gli immigrati venivano sequestrati e alle loro famiglie veniva chiesto un riscatto.

Lo smantellamento della banda di trafficanti di esseri umani è un importante segnale di speranza per decine di migliaia di rifugiati etiopi nello Yemen. Come immigrati clandestini queste persone sono completamente in balia dei trafficanti e senza nessuna protezione. Molte donne rifugiate subiscono violenza sessuale dai trafficanti.

Dopo un viaggio estremamente pericoloso attraverso il Golfo di Aden, i rifugiati sono trattenuti da queste bande criminali e torturati fino a quando i loro parenti non pagano un riscatto. Molti ostaggi dopo la loro liberazione restano gravemente traumatizzati.

L’Associazione per i popoli minacciati (APM) – dalla quale GreenPlanet ha ripreso questa notizia – già nel 2012 aveva chiesto un’azione più incisiva contro i trafficanti. Il Ministro yemenita per i diritti umani, Horiya Mashhour, domenica scorsa ha chiesto al parlamento di approvare leggi per una migliore protezione dei rifugiati e una lotta più efficace al traffico di esseri umani.

Solamente tra gennaio e febbraio 2013 sono arrivati sulle coste dello Yemen 17.700 nuovi rifugiati. Di questi, circa 15.000 sono arrivati dall’Etiopia e 2.500 dalla Somalia. Nel 2012 107.000 africani sono riusciti a fuggire in Yemen.

Più di 80.000 di loro arrivavano dall’Etiopia. Alcuni fuggono da persecuzioni politiche, altri da povertà estrema e per la mancanza di prospettive economiche.

Non sono pochi i profughi che hanno una laurea e che cercano fortuna in Arabia Saudita o in altri stati del golfo, poiché per loro non c’è nessuna possibilità di lavoro in Etiopia.

Nello Yemen i profughi non solo soffrono per la mancanza di diritti, ma anche per il diffuso razzismo. Essi sono spesso picchiati, derubati o insultati. I migranti sono spesso accusati per l’aumento della criminalità e per l’impoverimento della popolazione locale. Yemeniti conservatori accusano i profughi di contribuire a un’ulteriore liberalizzazione della società e di mettere quindi in pericolo "l’ordine tradizionale" del Paese.

La vicina Arabia Saudita non vuole più accogliere immigrati dall’Africa e sta progettando una recinzione lunga 1800 km che si snoderà lungo i confini con lo Yemen. Ufficialmente l’Arabia Saudita vuole proteggersi meglio dal traffico di droga e dal contrabbando di armi, nonché dagli islamisti radicali. A causa della recinzione i migranti difficilmente avranno la possibilità di fuggire dallo Yemen verso i più ricchi stati arabi. 

 

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