Negli USA la mela canadese OGM che non marcisce

mela%20ogm.jpg

Condividi su:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

La società canadese Okanagan Specialty Fruits Inc, dopo averla selezionata, ha ottenuto la licenza per mettere in commercio negli Stati Uniti una mela OGM che non marcisce, battezzata mela artica Okanagan: Artic. Il via libera è arrivato dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e ha subito sollevato allarme nelle associazioni dei consumutaori e degli ambientalisti americani.

La Okanagan non imbrunisce dopo che la si è tagliata a fette o quando subisce un’ammaccatura, mantiene sempre il suo colore. Per Neil Carter, presidente della società produttrice, ‘l’approvazione dell’USDA è il più grande traguardo. Non vediamo l’ora che le nostre mele vengano rese disponibili ai consumatori’.

Una petizione dell’associazione statunitense Organic Consumers Association (OCA) per bloccare l’operazione è stata respinta dall’USDA. Il presidente di OCA Ronnie Cummins ritiene che si tratti di ‘un esperimento sugli esseri umani senza alcuna ragione’.

La mela che non imbrunisce potrebbe – secondo l’associazione – provocare danni alla salute. D’accordo con lui alcuni scienziati, gruppi ambientalisti e dei consumatori che si sono detti preoccupati che i mutamenti genetici possano avere conseguenze indesiderate su insetti, animali ed esseri umani. La società canadese ha emesso un comunicato in cui si afferma che le sue mele sono state sottoposte a ‘esami rigorosi’, e sono ‘probabilmente le mele più testate del pianeta’.

Negli Stati Uniti, contrariamente a quanto avviene in Europa, non è obbligatorio etichettare i prodotti biotech, quindi, una volta sui banchi dei supermercati, nessuno potrà distinguere le mele artiche Okanagan dalle altre della stessa varietà non OGM.

In Italia la notizia è stata ripresa da ‘Repubblica’ e da ‘Il Sole 24 Ore’. Secondo quanto riportato da quest’ultimo quotidiano ‘i ricercatori dell’Okanagan non hanno introdotto nuovi geni, ma si sono limitati a manipolare la sequenza dello stesso frutto: riducendo l’enzima responsabile dell’imbrunire, il polifenolo ossidasi, la mela può essere sbucciata, tagliata a fette e conservata senza scadenze. Il processo, come spiegato anche sul sito dell’Okanagan, è stato effettuato sulle sequenze geniche della sola mela, senza immissioni dall’esterno di alcun genere’.

Secondo i dati forniti da Okanagan, oltre la metà dei consumatori nordamericani (6 su 10) guarderebbe con interesse a mele Golden e Granny nella versione ‘Artic’. Invece le associazioni dei produttori, come la Northwest Horticultural Service, sono nettamente contrarie. Christian Schlect, presidente della Northwest, si è detto ‘preoccupato per l’impatto sul marketing’ della doppia novità: costi addizionali (che si scaricherebbero sul prezzo di vendita), impatto estetico della mela, ‘meno naturale e meno genuina’ di quella in tavola da sempre.

Nel nostro Paese le prime reazioni sono largamente negative. Secondo informazioni che si possono raccogliere in internet, la mela Okanagan sarebbe tuttavia già presente sul mercato italiano in confezioni di cibo per cani, mescolata ad altri ingredienti.

 

Seguici sui social






Notizie da GreenPlanet

news correlate

INSERISCI IL TUO INDIRIZZO EMAIL E RESTA AGGIORNATO CON LE ULTIME NOVITÀ