La riflessione sul dopo-SANA

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La riflessione sul dopo-SANA, che abbiamo cercato di fare anche nel ‘punto della settimana’ in video, è che se il tempo delle fiere campionarie, dove si trovava di tutto, è finito già da molti anni, forse varrebbe la pena di considerare conclusa anche l’esperienza della ‘campionaria del biologico’.

E’ vero che il SANA ha dei padiglioni che raccolgono separatamente alcuni grandi ambiti di attività del settore: l’alimentazione bio, la cosmesi bio, il wellness eccetera, ma nell’alimentazione tutto si mescola per cui si trovano uno accanto all’altro prodotti e merceologie molto diverse tra loro.

 

Un motivo di crescita del SANA e di crescita del settore stesso sarebbe di creare dei saloni specializzati all’interno dela manifestazione, come per esempio: il Salone dell’olio biologico, il Salone del miele biologico, il Salone del vino biologico eccetera. Ognuno di questi ambiti dovrebbe sviluppare iniziative business, seminari e altro, accanto all’aspetto espositivo. Lasciamo questa proposta all’attenzione di chi ci potrà riflettere con cognizione di causa.

Peraltro la rassegna bolognese ha cercato positivamente di sviluppare l’aspetto del business e dell’internazionalizzaione organizzando la presenza di buyers provenienti dall’estero, una strada da percorrere ancora con progressivo ulteriore impegno e con una scelta sempre più ampia delle aree da cui i buyers provengono, un percorso avviato e da continuare con determinazione.

Infine, un altro punto indispensabile, su cui gli organizzatori hanno lavorato: la scelta e la ricerca di espositori rigorosamente in regola con le certificazioni dei loro prodotti e servizi per garantire al visitatore esclusivamente il vero biologico. Buona, ricca la convegnistica.

Antonio Felice

editor@greenplanet.net



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