La Francia vuole recuperare sul solare

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La Francia raddoppierà la capacità di energia prodotta con pannelli fotovoltaici e offre più supporto finanziario alle piccole aziende che utilizzano pannelli solari costruiti in Europa, per salvare la sofferente industria solare del Paese. Il ministro per l’energia, Delphine Batho, ha annunciato queste misure, che dovrebbero stimolare investimenti per 2,6 miliardi di euro, durante una visita ad una fabbrica di pannelli solari nell’ovest della Francia.

Il governo francese spera di salvare un’attività che ha perso circa 15 mila posti di lavoro negli ultimi due anni, dopo che il precedente governo conservatore aveva cercato di mitigare la bolla speculativa creatasi attorno alle nuove installazioni di energia solare. Nel 2012 il settore ha dato lavoro a 18 mila persone rispetto alle 32.500 del 2010.

L’ obbiettivo di crescita della capacità produttiva raddoppierà fino a raggiungere i 1.000 megawatts (MW) all’anno, l’equivalente di un piccolo reattore nucleare, ha dichiarato Batho. La Francia aggiungerà anche un bonus fino al 10% sulle bollette dei consumatori come incentivo a chi genera energia solare usando pannelli solari costruiti nei 30 Paesi dell’area economica europea.

‘Sono stati persi molti posti di lavoro a causa delle politiche sali e scendi attuate dal precedente governo. Ma noi lotteremo per sviluppare la competitività ecologica della Francia’, ha dichiarato Batho ai giornalisti durante la visita alla MPO Energy, un’azienda produttrice di CD, DVD e pannelli solari.

‘Finalmente ci sentiamo appoggiati’, ha detto il direttore generale della MPO Energy, Jean-François Perrin.

Queste misure di emergenza, che dovrebbero entrare in vigore quest’ anno, quando verrà pubblicato un decreto, sono atte a supportare l’industria dell’energia solare finché una più ampia legge sarà approvata, dopo un ‘dibattito sulla transizione dell’energia’.

Jean-Louis Bal, capo della SER, la più importante lobby francese per quanto riguarda l’energia rinnovabile, afferma che le misure permetteranno al settore di sopravvivere nel breve periodo ma non gli offriranno una tenuta nel lungo termine. ‘È comunque il primo messaggio positivo che viene dal governo da più di tre anni, ha dichiarato Bal ai giornalisti.

La Francia sta lentamente abbracciando l’energia rinnovabile fortemente sussidiata, come l’energia eolica o solare, che vale il 10% del consumo totale di energia, ben al di sotto dell’ obbiettivo del 23 per cento deciso dal precedente Presidente, Nicolas Sarkozy, per il 2020.

Gli incentivi francesi si riducono di circa il 10 per cento ogni anno in linea con i costi di produzione in calo. Il regolatore per l’energia francese CRE adegua i tagli ogni trimestre per attrarre o viceversa per allontanare investimenti ulteriori, a seconda del volume degli impianti installati rispetto all’obbiettivo del governo.

Dall’ altraparte del Reno, in Germania, la capacità degli impianti per la produzione di energia eolica e solare equivale già a quella prodotta dai 58 reattori nucleari della Francia, il che la dice lunga sul ritardo francese.

La Francia sta anche tentando di ridurre la sua dipendenza da pannelli solari costruiti all’estero, dopo che i moduli cinesi venduti a basso costo hanno invaso il mercato interno. Nonostante siano stati presentati ricorsi di iniqua competizione, la concorrenza cinese ha creato un deficit di 1,35 miliardi di euro per il settore francese nel 2011.

Il ministro Batho assicura l’impegno del governo nel prendere il rischio di avere dei ricorsi fatti contro il suo bonus ‘made in Europe’ da concorrenti stranieri (cinesi in particolare) nelle corti internazionali del commercio. ‘In termini di rischio legale, non credo ce ne sia uno, a livello europeo. Ma a livello dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO) servirebbero anni (per fare ricorso), quindi il governo ha fatto un buon lavoro’, dichiara Bal.

In dicembre, la Cina ha annunciato di voler raddoppiare quest’anno i sussidi per la sua industria di energia solare rispetto ai già importanti finanziamenti del 2012.

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